Il bilancio ancora in alto mare, strade groviera, polemiche a non finire per la tassa di soggiorno, canili che chiudono, operatori ecologici che minacciano di sospendere il servizio nel bel mezzo dell’estate se non gli sarà garantito di raggiungere il numero di giornate di lavoro che dà diritto all’indennità di disoccupazione, bagnini che il servizio l’hanno già interrotto dopo aver saputo che solo alla fine di settembre potranno ricevere le spettanze, isole pedonali saltate e fornitura di giornali alla Biblioteca sospesa per le stesse ragioni: mancanza di liquidità nelle casse comunali, il tribunale chiuso, la Dedalo e le imprese locali che reclamano i propri crediti con il Comune, di un qualche spettacolo estivo organizzato dall’Amministrazione comunale nemmeno a parlarne. È il quadro di una città andata a carte quarantotto. Ma di cosa si parla prevalentemente in quest’estate infuocata? Si parla delle dimissioni del vicesindaco Arnone, perché candidato all’Ars, e della necessità di integrare la giunta. Che altrimenti resterebbe monca e non potrebbe deliberare, a dare ascolto alle parole dell’assessore Mangiaracina (nella foto). Monca? Ma a Licata monca, dalle dimissioni del consiglio comunale, c’è solo la democrazia: e nessuno degli assessori in carica se n’è mai dato pensiero. E poi perché dovrebbe essere considerata monca la giunta se la legge già prevede la riduzione degli assessori da otto a sei? Lo stesso commissario straordinario l’ha di recente ricordato al sindaco di adeguarsi alla nuova normativa in linea con i tagli ai costi della politica. Ma Graci ha fatto orecchie da mercante e, non appena dimessosi l’assessore Scrimali, ne ha nominato un altro al suo posto. Già sette assessori, quando saranno ufficiali le dimissioni di Arnone, sono troppi, caro Mangiaracina, se si vuole, magari ogni tanto, osservare la legge. Nessuna integrazione della giunta è dunque necessaria e nessuna delibera rischia di essere annullata. Altri sono i problemi di Licata. Alcuni li abbiamo elencati all’inizio. Ma l’elenco completo è molto più lungo.

Gaetano Cellura