Si è già levata la protesta contro la tassa di soggiorno da parte di una famiglia di turisti in vacanza a Licata e che dimorano in una struttura del centro storico: “Non vogliamo assolutamente pagare questa tassa – sono le parole del capofamiglia – perché la riteniamo ingiusta. Tra l’altro al momento in cui abbiamo effettuato la prenotazione per venire a trascorre a Licata le vacanze non sapevamo di questa tassa. Per noi è stato come un fulmine a ciel sereno. Avevamo organizzato la nostra vacanza con un certo budget e adesso ci vediamo tassati di altri settantacinque euro che ripetiamo di non voler pagare anche perché Licata è senza dubbio una bella città, ma non offre i servizi di cui si può disporre in altre località balneari anche siciliane”. Scelta senza dubbio impopolare quella del sindaco Graci che adesso dovrà fare i conti con la rabbia degli albergatori e dei turisti a cui la tassa di soggiorno proprio non va giù. Levata di scudi anche da parte degli albergatori e dei gestori di strutture ricettive dopo la notizia della determinazione dell’imposta di soggiorno da parte del sindaco Angelo Graci. “E’ impensabile applicare la tassa di soggiorno in una città che ha gravi carenze per quanto riguarda i servizi e dove si sente quasi ogni giorno parlare di degrado urbano. L’amministrazione comunale deve sentirci per trovare un punto d’incontro. Non si può decidere di applicare una tassa sul soggiorno senza aver prima sentito gli operatori del settore”.