Per qualche giorno si è diffusa in città la voce della candidatura di Paolo Licata alla Regione. Una voce infondata in quanto l’assessore della giunta Graci, per potersi candidare, avrebbe dovuto dimettersi dall’attuale carica in tempo utile. Ciò non toglie che la sua candidatura, a fianco del professore Arnone e dell’onorevole Cateno De Luca, avrebbe avuto un notevole significato politico e mostrato un chiaro orientamento elettorale dell’intera giunta Graci, che non sembra affatto unita nel sostegno a un suo candidato unico. Se la politica ha una logica il candidato da sostenere per la giunta non dovrebbe essere che Arnone, ma supportato da una chiara indicazione di voto da parte di Angelo Graci. Sappiamo che il sindaco di Licata è buon amico di Crocetta, con il quale anche le liste di Arnone e di Cateno De Luca sono sul punto di fare accordi elettorali (e politici per il futuro). E allora, se Crocetta è (come sembra) il loro comune candidato governatore perché da parte di Graci  c’è tanta freddezza verso il suo ex vicesindaco, che gli è stato politicamente vicino, e un così ostinato silenzio sulla sua candidatura? Forse c’entrano in qualche modo i mutati equilibri all’interno di una giunta già debole e divisa. Osiamo pensare che se Graci non si sbilancia è perché il suo attuale vicesindaco e assessore alle finanze, Salvatore Avanzato, sostiene Nello Musumeci, che è della sua stessa parte politica (la Destra di Storace) e certo non gradirebbe una chiara presa di posizione politica a favore di altri candidati. Graci si trova quindi in difficoltà. Doppiamente in difficoltà. Ai problemi della città, non ultimo la fornitura elettrica che l’Enel minaccia di tagliare all’indebitato comune di Licata, vede aggiungersi quelli della campagna elettorale. Non vorrebbe dispiacere nessuno dei suoi amici e collaboratori. Ma anche se il silenzio è d’oro, una scelta il sindaco dovrà pur farla. E sarà una scelta che inevitabilmente accontenterà alcuni e scontenterà altri.

(g.c)