gruppo_licatalabIl documento del gruppo Ora Licata Lab dopo gli incontri con il commissario Brandara.

Il gruppo consiliare Ora-Licatalab si dice soddisfatto degli incontri avuti fino a qualche giorno fa con il Commissario Straordinario del Comune di Licata. Tra i diversi i punti posti all’attenzione della dott.ssa Brandara i più urgenti: l’Imu sui terreni agricoli; la mancata riapertura del Museo Archeologico della Badia ed il degrado in cui versano i Beni Culturali di Licata.
Sul primo punto apprendiamo con viva soddisfazione che il Commissario Straordinario ha accolto fin da subito e favorevolmente il nostro appello, più volte sollecitato negli ultimi mesi, a presentare ricorso contro il decreto ministeriale dello scorso 28 novembre, “Decreto esenzione dall’Imu per i terreni montani” promosso contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dell’Interno; ed infatti, per mezzo di una determina di Giunta, il Commissario Straordinario di Licata ha aderito al ricorso presentato da Anci Sicilia (nominando quale difensore del Comune di Licata l’avvocato Antonio Bartolini del foro di Perugia).
La dott.ssa Brandara ci ha anche assicurato che si farà carico presso il Dipartimento Regionale Beni Culturali affinchè si metta museofine ad una certa “inerzia amministrativa” della Soprintendenza di Agrigento nei confronti dei Beni Culturali che ricadono nel Comune di Licata e vengano messe in atto tutte le misure volte alla vigilanza, tutela, fruizione e conservazione degli stessi.
In particolare abbiamo rilevato il palese degrado e la mancanza di manutenzione in cui versano il Castel Sant’Angelo e l’area archeologica sottostante, che necessita di urgente decespugliamento e pulizia, al fine di rendere visibili i resti architettonici occultati da sporcizie e sterpaglie: è a dir poco inconcepibile, infatti, che un sito di tale rilevanza storica e culturale oltre che paesaggistica, capace di conferire lustro non solo alla città di Licata, ma anche all’intero territorio che vi gravita intorno, versi in tale stato di abbandono invece di essere valorizzato e promosso. Il Castel S. Angelo, peraltro, a nostro avviso, potrebbe accogliere in futuro, al suo interno, per le particolari caratteristiche storiche, architettoniche e paesaggistiche, un museo di Archeologia Subacquea e delle Attività legate al Mare, anche alla luce dei ritrovamenti subacquei effettuati negli anni e della grande tradizione di attività di pesca e cantieristica navale.
Sul problema della mancata riapertura del Museo della Badia a quasi sette anni dalla chiusura per lavori di riallestimento, il Commissario Straordinario ci ha confermato il suo impegno affinchè si sblocchi una volta per tutte e celermente questa situazione che ad oggi non fa che continuare a provocare disagi ai turisti che scelgono di soggiornare nel nostro territorio e un grave danno all’immagine della città. La riapertura del museo archeologico in tempi brevi permetterebbe, inoltre, alla nuova Amministrazione Comunale che si insedierà fra qualche mese, di inserirlo al centro di un programma di riqualificazione e valorizzazione del centro storico e di incremento del turismo culturale, anche alla luce dei reperti di grande importanza culturale, storica e scientifica che lo stesso custodisce.
PATRIMONIO LIBRARIO FONDO ANTICOAbbiamo fatto presente il degrado in cui versa anche il Fondo Librario Antico, sito nel centro storico, un patrimonio librario comprendente anche manoscritti e incunaboli, databile tra 1200 e il 1830 e costituito da migliaia di volumi a grande valenza culturale e storico-religiosa, provenienti dagli ordini monastici presenti a Licata sino al 1866, cui si è aggiunto l’archivio Cannada-Cannarella-Frangipani, acquistato dal Comune di Licata poco tempo fa. La maggior parte di questi volumi, ad oggi, non ha trovato ancora collocazione in scaffalature bensì si trova impilata per terra: abbiamo pertanto chiesto al Commissario Straordinario di farsi carico affinchè il Fondo Librario antico venga fornito di scaffalature idonee all’esposizione dei preziosi libri antichi considerato che, solo nell’anno passato, il Comune di Licata ha introitato circa 250.000 euro con la tassa di soggiorno, spesi per la maggior parte per feste ed eventi, e non si sia riusciti a spendere 2-3 migliaia di euro per comprare qualche scaffale e dare dignità a i 7000 e più volumi che rappresentano parte della nostra memoria storica,religiosa e culturale oltre che una risorsa turistica.
Abbiamo , infine, chiesto alla dottoressa Brandara di concertare un incontro con la Soprintendente dott.ssa Caterina Greco al fine di discutere di gestione, promozione e valorizzazione dei nostri Beni Culturali, anche nella considerazione della grande risorsa offerta dalle varie competenti associazioni culturali, ambientalistiche e archeologiche presenti nel nostro territorio.

Il gruppo consiliare Ora-Licatalab – Angelo Iacona, Violetta Callea, Armando Sorce