Il Tar di Palermo accoglie il ricorso degli albergatori e condanna il Comune di Licata. Nei giorni scorsi, dopo aver atteso invano una concreta e reale apertura al dialogo da parte dell’Amministrazione comunale, gli operatori turistico – alberghiero di Licata hanno dato mandato all’avv. Giuseppe Fragapani di impugnare al Tar di Palermo tutti gli atti con i quali è stata imposta la cosiddetta “Tassa di soggiorno”. Si è trattato dell’estremo tentativo di tutelare uno dei pochi settori sui quali la città di Licata può pensare di basare lo sviluppo economico futuro, contro atti palesemente illegittimi e ingiusti. Il Tar di Palermo, quindi, si è espresso sul ricorso proposto dagli albergatori di Licata, accogliendo una parte delle eccezioni sollevate dall’avv. Fragapani contro il regolamento che istituisce la tassa di soggiorno nel Comune di Licata. In particolare, il Tar ha ritenuto illegittimo il regolamento nella parte in cui individua il gestore della struttura ricettiva quale responsabile d’imposta obbligato al versamento dell’imposta stessa. Di fatto, dunque, l’annullamento della suddetta previsione rende sostanzialmente inoperante il regolamento per la tassa di soggiorno. Il Comune di Licata, inoltre, è stato condannato al pagamento delle spese e degli onorari del processo. Questa decisione, la prima in Sicilia, evidenzia le buone ragioni che hanno ispirato, da mesi, l’azione degli operatori del settore e dei movimenti civici, come LicataLab, protesi a innescare un momento collaborativo sempre respinto da parte dell’Amministrazione comunale.