Homepage Politica “Le Iene” a Licata, Galanti: “Questo comune rappresenta un presidio di legalità”

“Le Iene” a Licata, Galanti: “Questo comune rappresenta un presidio di legalità”

1490

“Nonostante le insinuazioni, questo Comune continua a rappresentare un presidio di legalità. Per me parlano i fatti”.
E’ questa la risposta del Sindaco Giuseppe Galanti, alla troupe delle “Iene” che stamattina è stato in Piazza Progresso per avvicinarlo e affrontare le tematiche relative all’abbattimento delle costruzioni abusive a Licata.
“Mi dispiacerebbe se il significato delle mie dichiarazioni, probabilmente rilasciate con una certa foga perchè incalzato dall’inviato delle Iene, fosse travisato. Per me – dichiara il sindaco – parlano la mia storia personale e i fatti relativi alla gestione amministrativa del Comune da quando ne ho assunto la guida. Le demolizioni degli immobili abusivi, iniziate il 20 Aprile 2016, non si sono mai fermate, e stanno proseguendo tuttora. Ricordo che Licata è uno dei pochi Comuni siciliani in cui le demolizioni, nel rispetto delle sentenze della Magistratura, sono andate avanti, e a d oggi sono circa 200. Il Consiglio comunale attualmente in carica ha inserito in bilancio ulteriori 500 mila euro per proseguire l’attività di abbattimento, nel rispetto della legge. Proseguono, inoltre e senza interruzione, i controlli anti abusivismo edilizio del territorio, e proprio ieri gli Agenti della Polizia Municipale hanno proceduto al sequestro di un altro immobile abusivo. Le denunce per violazioni alle leggi sull’edilizia, nel corso dell’anno 2018, sono state ben 53. Questi dati – aggiunge il Sindaco – dimostrano, qualora ce ne fosse ancor bisogno, che il provvedimento relativo alla soppressione della dirigenza comunale ha tutt’altre finalità e non certo quella di interrompere e porre fine all’abbattimento delle costruzioni abusive insanabili. Si tratta di una ristrutturazione dell’organigramma del Comune, quasi obbligata, considerato che in atto l’Ente conta un solo dirigente e che le norme vigenti non consentivano l’assunzione dei quattro mancati; procedura che, peraltro, era stata già avviata dal Commissario Straordinario. Circostanza che da sola si rivela idonea a sgomberare il campo da qualsiasi insinuazione. Bisogna iniziare a imparare, e di questo devono farne memoria tutti, che quando si riveste un ruolo pubblico, di carattere politico o burocratico – amministrativo, l’applicazione della legge, che deve sempre avvenire uguale per tutti, va fatta spersonalizzando, non cercando di individualizzare per difendere privilegi o posizioni di comodo. La storia recente, che sta venendo fuori in questi giorni, sull’antimafia di faccia e sul caso Montante, dovrebbe essere di insegnamento per tutti: media, cittadini e istituzioni, perchè insegna come le bandiere possono diventare stracci”.