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Bonifica Marianello, Pira ai pescatori: “No a strumentalizzazioni politiche”

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Dopo la bonifica di Marianello e la presa di posizione di una parte della marineria, arriva la puntualizzazione dell’assessore con delega ai Rifiuti Antonio Pira.

Leggendo la nota pubblicata su Licata net, ho come l’impressione che una parte della categoria dei pescatori ogni qual volta si avvicina una campagna elettorale si faccia strumentalizzare da qualche politico di passaggio. Faccio fatica a comprendere come si possa quasi disprezzare un’azione di bonifica così importante effettuata sia per la città ma sopratutto per la succitata categoria. Un comunicato incomprensibile per me, visti i buoni rapporti che questa amministrazione ha sempre cercato di avere con tutte le categorie produttive. Diversi incontri si sono fatti sulla questione della darsena e proprio con una consistente delegazione di Pescatori si erano pattuiti determinati interventi uno dei quali la bonifica del molo di Ponente.
Leggere nel documento pubblicato dalla categoria interessata che la colpa non è “solo” dei pescatori evidenzia che anch’essi ammettono le proprie responsabilità.
Tuttavia non è questo l’obiettivo di chi scrive, convinto come sono che garantire la pulizia del Porto non sia interesse della sola Amministrazione, quanto dei pescatori in primis, dei fruitori commerciali, degli avventori tutti che, per diversi motivi, si trovino a circolare per la Darsena di Marianello.
Il senso dell’intervento straordinario per la bonifica di quest’ultima non era quindi quello di additare responsabili o mettere alla gogna una categoria, quella dei pescatori, che considero uno dei polmoni produttivi della città.
Il traguardo di una città pulita e vivibile non sarebbe la vittoria dell’Amministrazione, ma di un’intera città e quindi anche di coloro che operano all’interno di un’area che va mantenuta pulita proprio per valorizzare e ottimizzare il lavoro della categoria interessata.
Ho sempre lavorato per favorire la collaborazione tra le parti interessate, in ogni campo. Continuerò a farlo perché non credo alla sterile contrapposizione, ma al coinvolgimento di tutti coloro, Pescatori in testa, che credono fermamente al rilancio della nostra città. E nessun riscatto può avviarsi se non si parte da una città pulita e decorosa.
Concludo ricordando che, nel rispetto del principio di “chi inquina paga” e della normativa, è necessario distinguere i rifiuti prodotti dall’utenza domestica da quelli prodotti da un determinato ciclo lavorativo/produttivo. Non a caso la normativa vigente distingue i rifiuti in: Rifiuti Solidi Urbani e speciali assimilabili; rifiuti speciali e rifiuti speciali pericolosi non assimilabili ai RSU.
Inoltre, in considerazione che la normativa TARI impone che il costo del servizio di raccolta e conferimento dei RSU ed assimilati (solo di questi) debba gravare esclusivamente ed interamente sul cittadino (distinto in utente domestico e non domestico), deve essere chiaro che l’Amministrazione ha l’obbligo di impedire che sul detto costo convergano elementi estranei dovuti al conferimento di rifiuti prodotti da attività estranee. Per gli anzidetti motivi il cittadino non può sobbarcarsi di costi non dovuti ed il Comune, che ha solo l’obbligo di assicurare il servizio pubblico ed essenziale, non invadere settori che non gli appartengono. Nel caso di specie, ancora, agendo su area demaniale/portuale, vi è poi da precisare che la competenza della raccolta di rifiuti o lo stesso spazzamento stradale non è di certo del Comune ma, bensì, dell’Autorità Marittima e/o comunque della Regione in considerazione che a Licata non vi è Autorità Portuale. Pertanto ogni e qualsiasi attività, da svolgere all’interno della darsena portuale da parte del Comune di Licata, deve essere frutto di accordi o specifiche convenzioni in ragione dei quali il detto Comune può accettare farsi carico ed ove possibile, a fronte di un corrispettivo, di alcuni servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il recente intervento, effettuato in uno spirito di reciproca collaborazione, non può essere visto e trasformarsi nella pretesa di svolgimento di un servizio non dovuto.

Antonio Pira – Assessore ai Rifiuti