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La manutenzione della pubblica illuminazione viene sospesa, l’acqua non arriva con regolarità, caterve di rifiuti non raccolti invadono le strade dove i cani randagi la fanno da padroni. È Licata, purtroppo. È Licata con il suo deprimente bollettino di guerra.

L’impresa cui è stata affidata l’illuminazione della città vanta da lungo tempo crediti non riscossi. Girgenti Acque e Siciliacque si rimpallano le responsabilità delle continue interruzioni. Se va bene l’una, va male l’altra. (Ma con la privatizzazione, il servizio idrico non doveva migliorare?) Il randagismo è un problema secolare, come secolare è diventato quello dei rifiuti. Che offende e ferisce la città, la sua naturale bellezza e il suo decoro, e i cittadini che strapagano  il servizio.

“Abituarsi a convivere con cani randagi e rifiuti per le strade”. Potremmo esporre questo cartello in ogni angolo, in ogni incrocio, davanti alle scuole e agli uffici pubblici, e magari – come Welcome – all’entrata della città. D’altra parte alla rassegnazione siamo abituati, se abbiamo sopportato e patito – noi, i nostri padri e ora anche i nostri figli – il problema dell’acqua e della grande sete: quello che una volta ci faceva finire sui giornali e in televisione. I tempi sono cambiati: e ora ci finiamo per l’abusivismo e le demolizioni.

Come si rovina una città!

Tra sindaci e commissari che si alternano alla sua guida. E un’insensata mozione di sfiducia al sindaco, di cui non si sentiva francamente il bisogno, che ha solo accresciuto il mediatico risalto negativo di Licata: privandola di una classe politica democraticamente eletta per riconsegnarla alla commissaria Brandara. Anche lei sotto scorta come il sindaco Cambiano.

E intanto i rifiuti sono sempre lì, nelle nostre strade. A ricordarci che questo problema è strutturale, il segno più evidente del fallimento dei governi regionali. Da Cuffaro a Lombardo, a Crocetta. Non può racchiudersi nello scambio di battute tra la Dedalo e il Comune. Tra chi vanta crediti e chi dice di non avere debiti. È così difficile la nomina di un soggetto terzo che stabilisca una volta per tutte chi deve dare e chi ha già avuto?

Consoliamoci pensando all’assurdità della politica. Il sindaco Orlando ha imposto il “Modello Palermo” come modello per il centrosinistra alla regione, candidandone Micari alla presidenza. Con una coalizione centrista alla fine.

Non è che Palermo stia meglio di Licata quanto a rifiuti per le strade. E dunque il suo sindaco farebbe meglio a occuparsene, più che a fare il dominus del centrosinistra in Sicilia. Vedremo i risultati, ma nel frattempo prendiamo i rifiuti non smaltiti come “modello” politico.

Gaetano Cellura

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