“La Commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, ci ha confermato che, nella consultazione pubblica per la valutazione dei siti che dovranno ospitare rifiuti nucleari, bisognerà tenere conto di alcuni precisi criteri di natura tecnica, sociale ed economica. Criteri che, al momento, sembrano stridere con la scelta fatta da Sogin, che ha individuato tra Sicilia e Sardegna ben 18 aree, a suo parere potenzialmente idonee. Da Bruxelles arriva, quindi, la conferma di quanto abbiamo affermato sin da subito, e che ci dà una forte speranza affinché venga scongiurata l’ipotesi di penalizzare le nostre isole, regioni a forte vocazione turistica, paesaggistica e agroalimentare, riempiendole di rifiuti nucleari pericolosi per la salute e per il territorio. Forti di questa conferma, continueremo ad opporci in ogni sede, come già fatto in Europa e all’Ars”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata siciliana della Lega Annalisa Tardino che, subito dopo la diffusione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee pubblicata dalla Sogin, ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea. In Sicilia, la carta ha individuato quattro aree idonee ricadenti nei comuni di Trapani, Calatafimi-Segesta, Butera e una tra Castellana Sicula e Petralia Sottana.

“Nell’interrogazione – continua la Tardino – ho inteso evidenziare alla Commissione l’importanza di tenere conto delle specificità dei territori nei criteri di scelta, definendo superficiali ed errate le metodologie usate nell’individuare siti come quelli siciliani e sardi, in netto contrasto con gli indicatori da applicare, posto che le zone individuate sono potenzialmente esposte a rischio sismico, a vocazione agricola, ricadenti in parchi protetti o addirittura in prossimità di siti ad altissima valenza storico-culturale”.

La Commissione – ha scritto la Commissaria Simson, rispondendo all’interrogazione – “ritiene che la fase della consultazione pubblica consentirà agli organismi nazionali competenti e ai portatori di interessi di valutare ulteriormente le caratteristiche specifiche evidenziate dall’onorevole deputata”. La procedura tiene conto di un’ampia gamma di criteri di natura tecnica, sociale ed economica, “i quali contemplano i criteri citati” da Annalisa Tardino.

“Ci aspettiamo adesso – conclude l’eurodeputata siciliana – che i criteri menzionati vengano realmente applicati nel corso della procedura, portando all’esclusione dei siti erroneamente inseriti. In tal senso, sarà decisivo il contributo della Regione siciliana, che ha già avviato il relativo iter su impulso del Presidente Musumeci, dando mandato ad un comitato di esperti di predisporre un dossier che evidenzi le criticità dei criteri utilizzati nella scelta dei siti, sulla base anche di alcune relazioni tecniche che le Soprintendenze e i Parchi archeologici produrranno su incarico dell’assessore Alberto Samonà. Sarebbe, infatti, impensabile arrivare ad una decisione di tipo diverso”.