Becchini in corsia al San Giacomo d’Altopasso? Una pratica – che si è diffusa da un po’ di tempo a questa parte – sta finendo con l’indisporre quanti già sono provati dal dolore per la malattia o la perdita di un congiunto ricoverato all’ospedale San Giacomo d’Altopasso. In pratica sarebbe successo questo: più volte tra i corridoi della struttura sanitaria di contrada Cannavecchia sarebbe stata riscontrata la presenza di personale di agenzie funebri che chiede informazioni sullo stato di salute dei malati, soprattutto di quelli terminali. Il tutto (ovviamente) con la speranza di poter ottenere di espletare le onoranze funebri in caso di improvviso decesso del paziente. In buona sostanza una sorta di tentativo di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Come detto però, questo “sistema” (di cui è stata purtroppo documentata l’esistenza con servizi giornalistici anche in altre realtà sanitarie italiane) non è andato giù ad alcuni familiari di pazienti ricoverati all’ospedale San Giacomo d’Altopasso che avevano già previsto di rivolgersi ad aziende diverse da quelle “appostate” tra i corridoi della struttura sanitaria. Da quanto abbiamo appreso da alcuni di loro, a breve verrà anche presentato un esposto scritto alla direzione sanitaria del nosocomio licatese. Come detto, si tratta di una pratica che in altri ospedali è parecchio diffusa. Soprattutto per una paziente (e la relativa famiglia) per il quale è stato disposto il ricovero in una struttura sanitaria lontana, è prassi (ovviamente non autorizzata ma divenuta quasi normale) di trovarsi di fronte a personale ausiliario pronto e subito disponibile a prestare l’assistenza del caso chiaramente dietro compenso. Nel caso del San Giacomo d’Altopasso, la questione riguarderebbe invece l’eventuale servizio di onoranza funebre con alcuni familiari (ne abbiamo raccolto la testimonianza con volontà di rimanere anonimi) che hanno anche battibeccato per aver scelto aziende diverse del settore. Il dossier a breve è destinato a finire sul tavolo della direzione sanitaria del San Giacomo d’Altopasso per l’adozione di eventuali provvedimenti del caso. La pratica (anche un po’ macabra aggiungiamo noi) ha finito infatti con l’irritare quanti già sono provati dal dolore per la malattia o la perdita di un congiunto ricoverato all’ospedale San Giacomo d’Altopasso. E che adesso chiedono venga messa fine a questi spiacevoli inconvenienti.