Dopo Musumeci e Crocetta, anche Claudio Fava fa tappa ad Agrigento. Capoluogo di una provincia che meglio d’ogni altra riassume la crisi della Sicilia. Delle sue casse vuote, d’un sistema politico senza punti di riferimento credibili, delle imprese chiuse, del lavoro che si perde, della disoccupazione in forte crescita, delle città (come Licata) diventate discariche di spazzatura all’aperto. Fava, candidato governatore di una sinistra che non si arrende, di una società civile libera che vuole finalmente contare e costruire una Sicilia migliore, inizia domani da Agrigento (ore 18,30) il suo cammino elettorale. Ha scelto la piazza (Porta di Ponte), la civile agorà, per incontrare i cittadini e per convincerli ad avere fiducia nella buona politica di cui la Regione ha urgente bisogno. Niente sale convegni di lusso, ma una campagna elettorale all’antica, un comizio come si facevano una volta. In piazza. Tra la gente vera: pensionati e lavoratori, giovani, studenti, donne, tutti colpiti dalla crisi di un sistema sociale ingiusto, da disuguaglianze sempre più marcate, dal liberismo selvaggio che rende i poveri più poveri e i ricchi più ricchi. La piazza. La piazza per lanciare il messaggio di un’altra Sicilia: possibile, realizzabile. Basta crederci, basta ritrovare la fiducia perduta, basta capire che i politici non sono tutti uguali e che Claudio Fava non è come gli altri. Basta riflettere, ripensare la storia dell’isola. Chiedersi da quali forze politiche è stata governata dal dopoguerra a oggi. Ricordarsi di quale sistema di potere l’ha dominata ininterrottamente per più di mezzo secolo. Soffocando tutti i tentativi di libertà e di rinnovamento e condannandola all’eterno sottosviluppo, all’arretratezza, al clientelismo, alla pessima gestione delle finanze sino a causarne (dilapida oggi, dilapida domani, dilapida sempre) l’odierno crac. Un crac non solo finanziario. Ma anche politico e morale. Un crac di credibilità e di fiducia. Claudio Fava governatore della Sicilia è l’alternativa vera a tutto questo. È l’alternativa alla sfiducia e all’astensionismo improduttivo che favorisce involontariamente i soliti noti e i partiti responsabili della rovina finanziaria ed economica dell’isola. Lo dice la sua biografia politica, sempre contraria all’inciucio e al compromesso, l’impegno antimafia, la lunga opposizione al consolidato sistema di potere siciliano. Un’opposizione intesa sempre come dovere morale prim’ancora che politico. Per questo è importante per gli elettori conoscere meglio Claudio Fava, seguire i suoi comizi. E per questo è importante per lui non sprecare questi momenti per farsi conoscere meglio.

Gaetano Cellura