Gli operatori della cantieristica navale temono l’arrivo di una nuova concorrenza. I sei titolari dei presidi hanno messo nero su bianco una lettera indirizzata al Comune, alla Capitaneria di Porto e alla gestione del Porto turistico Marina di Cala del Sole dove, a breve, partiranno diverse attività connesse proprio alla cantieristica.

Egregio Dott. Grisafi, a scriverLe sono i cantieri navali di Licata, realtà che storicamente si occupa di costruzioni e riparazioni navali in Licata, vantando la maggior concentrazione di Maestri d’Ascia attivi di tutto il territorio nazionale e tante altre maestranze altamente professionali e che da generazioni si tramandano con orgoglio la splendida arte navale. Tutti noi, affrontiamo con duri sacrifici la crisi che ha colpito il nostro settore storicamente primario (la costruzione di pescherecci) dovuta al blocco di emissione di nuove licenze da pesca emanato nell’ormai lontano 1986.
In questi anni, i nostri genitori e noi, abbiamo dovuto imparare a reinventarci, trasformare le nostre produzioni, cercare e adattarci a nuovi possibili mercati, che sapevamo già per certo, non
avrebbero potuto darci le soddisfazioni personali ed economiche a cui il nostro rinomato settore era solito. Le varie crisi economiche attraversate dalla nostra nazione hanno poi inevitabilmente
accentuato ancora le nostre difficoltà, ma la passione e l’orgoglio di continuare il lavoro dei nostri predecessori e Maestri, non ha mai messo in discussione la nostra volontà e determinazione di
non arrendersi. Oggi ci rivolgiamo alla Sua stimata persona perché, da una riunione periodica di settore che siamo soliti fare, è emerso che che sia stata manifestata la volontà della Vostra amministrazione di iniziare ad effettuare in proprio (probabilmente anche con collaborazione di imprenditori non
licatesi e non attinenti al settore della cantieristica), attività di alaggio, carenaggio e sosta di imbarcazioni da diporto dislocandole nelle aree di Vostra pertinenza. Ovviamente, nel pieno rispetto delle regole a cui siamo tutti tenuti, e per i giusti criteri della libera concorrenza, noi, non possiamo certo opporci (qualora veritiera) a tale decisione, ovviamente, però, non possiamo esimerci dal farLe notare il nostro disappunto. Teniamo però a specificare e soprattutto chiarire, il motivo, assolutamente bonario, del nostro disappunto, vede, fin dall’inizio della costruzione di questo bellissimo porto turistico nella nostra Licata, tutti noi abbiamo prima sperato e poi partecipato, ognuno come potevamo, al suo sviluppo, siamo stati promotori con clienti ed amici, abbiamo divulgato la qualità e la convenienza dell’usufruirne, abbiamo trasformato ed adattato le nostre aziende per renderle sempre più idonee alla nuova tipologia di lavoro. Ci siamo adeguati alle esigenze dei suoi e nostri ospiti, abbiamo vissuto la sua ascesa che lentamente faceva crescere anche le nostre attività e di conseguenza la nostra soddisfazione personale. Abbiamo gioito per ogni pontile galleggiante che veniva aggiunto perché era sinonimo di incremento dei posti barca, quindi più imbarcazioni che potevano avere bisogno dei nostri servizi. Siamo stati ancora più felici, e gliene rendiamo atto, quando, dopo momenti di incertezza, con il Suo arrivo, abbiamo visto l’ulteriore incremento dei posti occupati, fino a vedere i pontili pieni di imbarcazioni come mai prima. Detto questo, crediamo che sia assolutamente comprensibile il motivo del nostro disappunto nonché delusione, nell’apprendere che il “nostro porto” (ci consenta il termine in qualità di licatesi), possa trasformarsi da punto di riferimento ad azienda concorrente.

Spettabile Dott. Grisafi, siamo consapevoli che il porto turistico sia un’azienda che deve perseguire i suoi interessi ed i suoi ricavi, ma un semplice business plain può facilmente evidenziare e che al
netto dell’enorme professionalità richiesta e dall’impegno che necessita un cantiere navale, a fronte di prezzi di listino abbastanza irrisori (da noi praticati al fine di incentivare i diportisti ad ormeggiare a Licata), non si può classificare tra gli investimenti che valgono la pena di danneggiare un settore privato che con molti sacrifici cerca di rimanere a galla, sì, perché è proprio di questo che si tratta, soprattutto in un momento come questo, rimanere a galla e riuscire a garantire il posto di lavoro ad operai con famiglie a seguito.
Noi non ci permettiamo di dare consigli, non siamo titolati per farlo, le chiediamo solamente di ponderare bene la situazione, analizzando e mettendo su di una bilancia l’importanza di questa
Vostra iniziativa con il danno che arrecherebbe al nostro storico comparto e soprattutto alle persone che ad oggi ci si guadagnano da vivere. La invitiamo a valutare invece la possibilità di incrementare i posti barca ormai saturi, con il collocamento di altri pontili galleggianti, questa azione porterebbe incremento economico molto meno farraginoso al porto turistico e
incrementerebbe anche la clientela delle nostre aziende, sarebbe un binomio perfetto.
Con la presente lettera ci rivolgiamo anche a quanti, magari perché appassionati di nautica, sebbene già imprenditori affermati, decidono di interessarsi a questo mercato, magari come semplice diversivo e non spinti da vero bisogno di incrementare i propri utili, chiediamo quindi di valutare sia professionalmente che moralmente se il gioco valga la candela, se la motivazione è davvero cosí eticamente e umanamente corretta da mettere in discussione equilibri di aziende locali e mettere anche in gioco posti di lavoro di gente che non lo esercita come secondo lavoro o come diversivo. La riflessione la lasciamo a chi
deve ed all’opinione pubblica.
Spettabile Dott. Grisafi, speriamo vivamente che questa nostra lettera aperta sia da Lei apprezzata e condivisa con lo stesso spirito con cui noi l’abbiamo pensata, speriamo vivamente che nel ruolo Istituzionale cui Lei è stato preposto, dia una valenza di primaria importanza alle motivazioni da noi esposte e speriamo che questa nostra possa fungere da preludio per l’inizio di una
collaborazione ancora piú intensa che miri ad unire le nostre forze anziché dividerci e contrapporci. Siamo fermamente convinti che l’aggregazione e la collaborazione possa essere la chiave vincente di tutte le sfide, come siamo fermamente convinti che la concorrenza in mercati così poveri non possa produrre “vincitori” ma solo perdenti.
Se lo ritenesse opportuno, saremmo felici di essere invitati ad un meeting per relazionarci di persona e saremmo felici che riguardo al settore della cantieristica il “Marina Cala del Sole” si affidasse sempre di più alle nostre rinomate aziende, usufruendo ed offrendo alla Sua clientela le migliori maestranze nel campo del legno, dell’acciaio e della vetroresina e, molto importante,
contribuendo attivamente al benessere di tanti onesti lavoratori figli della città in cui è nato il “Marina” da Lei amministrato.