Assegnazione impianti sportivi, a breve verrà ripreso de visu il discorso tra l’amministrazione e il Licata calcio. Sarà fissato a giorni un nuovo confronto tra le parti per riallacciare l’interlocuzione avviata nei mesi scorsi e che ha portato alla presentazione da parte della società gialloblu della richiesta di concessione degli impianti Liotta e Saporito. Un passo avanti notevole (quasi decisivo) è stato invece compiuto per quanto concerne l’edificio di contrada Piano Bugiades, nell’idea della società da adibire a foresteria. Mancano infatti gli ultimi dettagli per mettere nero su bianco la concessione di questo edificio. Il focus si sposta quindi soprattutto sugli stadi che poi sono il principale motivo di interesse. Il Licata si sta avvalendo della consulenza tecnica dell’ingegnere Stefania Baudo (già presente al primo incontro tra l’amministrazione e la società di Enrico Massimino), la quale ha curato la parte tecnica della ristrutturazione del Silvio Proto di Troina. Ed è proprio dall’ingegnere Baudo che abbiamo avuto un quadro più chiaro di cosa (e quanto) ci vorrà per adeguare il Liotta a standard più elevati rispetto a quelli attuali richiesti dalla Lnd. Il primo passaggio riguarda la competenza dei vari enti da interpellare: lo Sportello del Credito sportivo (a cui richiedere il mutuo per la ristrutturazione) resterà aperto fino al prossimo 31 dicembre. Il ruolo del Coni invece in questa circostanza è solo autorizzativo e un rapporto con la sede di Palermo è già stato avviato dalla società. Ma andiamo ai dettagli: in primis servirà un adeguamento delle dimensioni del terreno di gioco con la creazione dell’area tecnica per le panchine con un inevitabile impatto anche su qualcuno dei gradoni della tribuna. Il progetto prevedrà anche una redistribuzione degli spazi (parcheggi, la creazione di una sala stampa degna di questo nome). Di primaria importanza è anche la questione dell’illuminazione con le torri faro che andranno adeguate agli attuali standard. Stesso discorso per gli spogliatoi che oggi non sarebbero idonei ad ospitare gare di categorie superiori. I costi si aggirano sul milione di euro alla cui copertura contribuirebbe però in maniera notevole la società affidataria. L’aspetto da precisare è che, una volta ristrutturato, il Liotta resterebbe al Comune. L’impianto presenta notevoli carenze e a breve richiederà una manutenzione straordinaria con il concreto rischio di ripetere quanto successo per il palazzetto dello Sport, chiuso ormai da anni.