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HPIM3784Il consigliere comunale Elio D’Orsi, facente parte del gruppo consiliare Udc,  ha presentato un’interrogazione  che richiama un suo analogo intervento relativo all’approvvigionamento idrico tramite idrante con la quale aveva lamentato il mancato funzionamento degli idranti di contrada Cannavecchia e di via Riesi, ai quali abitualmente  attingono gli autobottisti per rifornire di acqua quelle utenze che sono prive di allacciamento alla rete idrica pubblica. In  risposta alla prima interrogazione, l’Amministrazione (era il primo di agosto scorso)  aveva assicurato che già si era provveduto  alla riattivazione dell’idrante di contrada Cannavecchia e che, nel giro di 10 giorni, si sarebbe provveduto anche alla riattivazione di quella di via Riesi. “Alla data odierna – si legge, tra l’altro, testualmente, nell’interrogazione di oggi a firma di D’Orsi –   non solo non sono stati attivati quelli (il riferimento è agli idranti) di via Riesi, ma nel frattempo è stato chiuso anche quello di contrada Cannavecchia, per morosità”, senza, quindi, dare la possibilità agli autobottisti di potersi approvvigionare per poi fornire tutti quei cittadini che usufruiscano di  questo servizio. Sempre con l’odierna interrogazione, il cons. D’orsi richiama anche un suo secondo intervento del 2 agosto 2013, relativo a “disservizi ed illegittime fatturazioni della società Girgenti Acque Spa”,  alla quale l’Amministrazione rispondeva facendo presente che “da gennaio 2012 l’Ato aveva aumentato il costo delle bollette del 300% e che con delibera n° 4 del 30/11/2011 l’Assemblea ATO Idrico di Agrigento aveva approvato il regolamento in base al quale le riparazioni dalla condotta centrale al contatore erano a carico dell’utente”. Alla luce delle considerazioni sopra addotte, il cons. D’Orsi chiede al Sindaco e all’Amministrazione comunale  di verificare la sussistenza delle condizioni tali da poter recedere dal contratto con la Società Girgenti Acque, perché, a suo dire, “è inammissibile che un bene di prima necessità come l’acqua, possa Girgenti-Acque-1essere venduto al popolo licatese come se fosse un bene di lusso, e non è possibile consentire a questa società di chiudere l’acqua agli idranti del Comune, che potrebbero essere utilizzati anche in caso di un’eventuale emergenza, trovandoli a secco”  Al Sindaco – conclude l’interrogazione – si chiede di fare propria l’iniziativa per la rescissione del contratto, e di ribellarsi in nome di questo popolo licatese, che viene costretto a pagare esageratamente un servizio necessario e primario, e se necessario coinvolgendo anche la Presidenza della Regione Sicilia, ricordandoci tutti, che gli italiani si sono espressi con un referendum, con il quale chiaramente hanno detto che l’acqua va gestita dal Pubblico, mentre è visibile a tutti che per la società che gestisce la nostra rete idrica è solo business a carico dei nostri concittadini”.