imageEsce il 16 dicembre presso Wingsbert  In auto con Berlinguer.  I ricordi di Alberto Menichelli, autista del segretario del Pci e suo vero uomo ombra per quindici anni. Aldo Cazzullo l’ha intervistato per il Corriere della Sera e sono emersi particolari che arricchiscono la biografia del leader comunista.

Alberto Menichelli (oggi ha 85 anni) dice che Berlinguer è stato il primo uomo politico italiano ad avere una macchina blindata: “gli operai di Pisa ci avevano dato il vetro, gli operai di Roma avevano messo le lastre d’acciaio alle portiere”. Di Berlinguer, uomo di cui si dice che non rideva mai, ma non è vero, vengono raccontate in questo nuovo libro anche le battute e gli scherzi. “Mi prendeva in giro – dice Menichelli – ogni volta che dovevamo prendere l’aereo. Sapeva della mia paura e mi diceva prima di salire: Hai messo il paracadute? Una volta, in un ristorante della Basilicata, cominciò a fare delle palline di mollica e a tirarcele. Scoppiò una battaglia. E lui rideva. Non è vero che fosse sempre triste”.

I compagni lo abbracciavano anche nei suoi viaggi all’estero. Fino a soffocarlo. Una volta si travestì per non essere riconosciuto e lo abbracciarono lo stesso. Questo era Berlinguer, il leader più amato. Che al partito aveva sacrificato tutto. Anche la vita privata. Anche il Natale, – dice Menichelli – che passavamo alle Frattocchie giocando a tombola. Quando le BR uccisero Moro era addolorato naturalmente. Ma mi parve anche disperato, aggiunge il suo vecchio autista. “Capiva che con Moro era morta la sua politica”.