Riceviamo e pubblichiamo

Relativamente al Punto 3 all’Ordine del giorno del consiglio comunale del 29 ottobre scorso, riunitosi a distanza, mi corre l’obbligo di precisare il senso di una mia frase – estemporanea e pronunciata purtroppo a microfoni aperti – che nulla aveva a che fare con la trattazione, il contenuto e l’esito della votazione in corso. Discutevo in quel momento con un mio parente, dalla cui abitazione mi trovavo collegato in video chiamata, e a un suo diretto familiare la frase era attribuita. Sono molto dispiaciuto per l’equivoco che le mie parole hanno generato nel corso della seduta. E chiarisco che non erano affatto rivolte, nel momento della votazione, ad alcun familiare diretto della consigliera Ortega, alla quale soprattutto porgo le mie scuse.

Giuseppe Peruga – consigliere comunale