Crocetta-ArsCaro Crocetta, un altro rimpasto? Un azzeramento della giunta? Ma non è meglio, dopo tre anni, chiuderla questa sua deludente esperienza?

Di fatto Renzi non si fida più di lei da tempo. Altrimenti non le avrebbe commissariato il governo. E non le basta rispondere: “Sono stato eletto dai siciliani e non dal presidente del Consiglio”. Non le basta perché il consenso attuale dei siciliani nei suoi confronti non è affatto incoraggiante e perché le condizioni dell’Isola sono disastrose: dalla viabilità alla disoccupazione, dalle risorse finanziarie della regione ai piani di sviluppo per uscire da una storica precarietà ed emarginazione.

Certo, ha ragione. Non è tutta colpa sua la situazione attuale della Sicilia. Ha ragione a dire d’aver ereditato una considerevole serie di disastri e di aver risanato tutto il possibile tagliando le spese clientelari e burocratiche per scongiurare il default.

Ma è pur vero che, sul piano politico generale, il suo governo non ha mai dato segni d’autorevolezza, di buon dialogo con gli alleati che lo sostengono, né di un buon rapporto con i cittadini siciliani.

C’è chi rema contro e pone ostacoli un giorno sì e l’altro pure (soprattutto nel suo partito)? Ma questa non è affatto una novità. Né per lei, né per gli osservatori della politica siciliana e né per i cittadini, che di questa politica sono stanchi e ne sono le vere vittime.

In queste condizioni, signor Governatore, a che serve azzerare la giunta e ricominciare da capo? Ricominciare da che cosa e con chi? Ricominciare con quelli che le hanno remato contro e che magari apirano a candidarsi al suo posto?

Azzeramenti e rimpasti sono solo vecchia politica. Formule della vecchia politica. Meglio riconoscere un fallimento che non è soltanto suo, ma di gran parte della classe politica regionale (Pd per primo) e andarsene tutti a casa. Per il bene della Sicilia.

Gaetano Cellura