Cna, Confcommercio e Fenapi a muso duro contro il Comune in materia di tributi. Le tre organizzazioni si categoria, in un lungo documento, attaccano l’assessore al ramo Calogero Scrimali per la mancata organizzazione di un confronto tra le parti.

Cna Licata, Confcommercio e Fenapi intervengono in modo unitario circa la vicenda tributi comunali che sta mandando in subbuglio migliaia di aziende e famiglie licatesi. “Dopo l’invio – dichiarano i rappresentanti delle tre organizzazioni – da parte del Comune di decine di migliaia di bollette pazze, con richieste di pagamenti su dati catastali non aggiornati, cittadini ed imprese si sono trovati di fronte alla beffa della mancanza di interlocutori con i quali discutere per aggiornare i dati”. L’ufficio tributi, causa restrizioni Covid, è chiuso e, allo stato attuale l’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco e dell’assessore al ramo Calogero Scrimali, non hanno ritenuto opportuno intervenire sull’argomento.
“Eppure – dichiarano i tre – ci troviamo di fronte a casi paradossali, come richieste di tributi IMU su proprietà vendute da anni. Ed ancora ricalcoli Tari su superfici sbagliate, senza tenere conto della correzione effettuata dall’ex gestore. Si tratta di evidenze che sono state segnalate dai cittadini e dalle imprese. Pensiamo soprattutto alle persone anziane ed a quelle che hanno meno dimestichezza con carte e documenti, che dovranno andare a ricercare ricevute di pagamenti senza non poche difficoltà”.
Una crisi che colpisce soprattutto il tessuto imprenditoriale locale, per i quali non sono stati previsti sospensioni o sgravi, nonostante, durante il primo lockdown, proprio il sindaco, incontrando le organizzazioni di categoria aveva assicurato loro che sarebbe andato incontro alle necessità di imprenditori e artigiani. Addirittura, non sono stati contemplate nemmeno le sospensioni previste per legge dai DPCM governativi, come la Tari, che non va pagata dalle attività produttive e commerciali che sono state costrette alla chiusura totale nel corso del 2020.
“Non possiamo non pensare – dicono Cna, Confcommercio e Fenapi – alle imprese già gravate da un anno orribile per quanto riguarda la redditività che si vedono recapitare in questi giorni per raccomandata le cartelle con dati che non hanno alcuna logica. Siamo quasi certi – continuano i responsabili – che i dati contestati dall’ufficio risalgano a parecchi anni addietro, e che nel passaggio tra l’ex gestore e il comune, il primo (non sappiamo per quale motivo) non abbia fornito le posizioni aggiornate e corrette”.
Per due volte i rappresentanti delle imprese hanno chiesto un incontro urgente per chiarire la questione e trovare un rimedio all’enorme disagio provocato, fino ad, ora, riscontrando solo l’imbarazzante mutismo dell’amministrazione comunale.
Sono state protocollate due richieste di incontro all’assessore Scrimali, il 20 e 27 gennaio, ma dal Comune non è arrivata alcuna risposta, abbiamo quindi chiesto il supporto di un professionista della materia e siamo pronti ad assistere i contribuenti nel contrastare quello che sembra un sopruso bello e buono nei confronti della collettività licatese
“In un paese civile – chiosano i firmatari della nota – questo problema sarebbe stato risolto alla radice, ma purtroppo si sa noi viviamo nella repubblica delle banane!”