maratona di parigi foto (Small)Tante le storie dietro la spedizione dei 16 maratoneti palmesi che hanno corso a Parigi domenica scorsa.

 Innanzitutto, la toccante storia di Vincenza la ragazzina di 12 anni di Palma affetta da leucodistrofia, una rarissima malattia genetica degenerativa, dovuta alla perdita della mielina che riveste i neuroni. Vincenza non ha mai camminato ma sabato e domenica gli atleti palmesi lo hanno fatto per lei che li ha attesi alla partenza e al traguardo, dove ha aspettato l’arrivo anche del più attardato dei nostri maratoneti.

 Correre per Vincenza è un’idea venuta agli atleti palmesi che avevano partecipato alla Maratona di Berlino, città in cui Vincenza e la sua famiglia vivono. I runners palmesi hanno deciso di partecipare quest’anno proprio alla Maratona di Parigi, essendo la capitale francese la sede dell’Associazione Europea contro la Leucodistrofia (ELA).

 Altra bella storia quella di Salvatore Mangiavillano che con il pensiero di Vincenza e del padre ha incredibilmente vinto la breakfast run del sabato e piazzatosi al 154° posto assoluto, terzo degli italiani, quasi fosse un atleta professionista.

E ancora, la storia di Angelo Gueli che, impossibilitato ad allenarsi di giorno per motivi di lavoro, si è allenato negli ultimi mesi di notte dopo le 23,00.

Infine, tra le tante storie personali fatte tutte di passione e sacrificio, quelle di Biagio Vella che, alla sua prima maratona, pensando a Vincenza e ai sacrifici dei mesi precedenti che lo hanno portato a perdere 15 Kg, non è riuscito a trattenere le lacrime all’arrivo; e ancora quella di Stefano Manganello, terzo nella sua categoria a Berlino, che, a dispetto dell’età, continua a competere con atleti anche di 30 anni più giovani, segno di abnegazione e forza di volontà.

 Storie che colpiscono e che forse fanno pensare che i veri “malati” siano quelli che alla “cantina” non si allenano, perdendosi momenti di autentica emozione.

 Luigi Arcadipane