ospedale-San-Giacomo-d_Altopasso-e1297674319220Due candidati a sindaco, Giuseppe Montana e Angelo Biondi, intervengono sulla soppressione del Punto nascita dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso.

Montana: Sul Punto nascite di Licata si è consumato un “pasticcio politico” che gli utenti pagheranno a caro prezzo. Le amministrazioni che si sono succedute in questi anni in cui la soppressione del servizio è stata annunciata più volte dai governi regionali, hanno sottovalutato il problema sperando in un “condono” che non è arrivato. Oggi assistiamo inermi alla firma dell’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, apposta sul decreto di chiusura del Punto montana_consiglierenascite del San Giacomo D’Altopasso di Licata con la consapevolezza però che se ci sarà una strada da intraprendere, anche legale, noi la percorreremo fino a scongiurare la soppressione del servizio. I licatesi sono stati “abbagliati” dalle rassicurazioni di chi poteva bloccare questa soppressione mentre oggi tutte le bugie vengono a galla. Sono stati presi in giro i cittadini, gli utenti, la città. La Sanità, l’Ospedale saranno alcuni dei punti maggiormente da attenzionare da sindaco mi impegnerò a fare in modo che i cittadini – utenti possano servirsi del nostro nosocomio per curarsi e per far nascere i propri figli a Licata. Impegneremo tutte le nostre energie e le nostre competenze per trovare soluzioni a quello che una scellerata politica puramente “ragioneristica” ha prodotto, come la soppressione del Punto nascite.

Biondi: Stamane Licata, nel bel mezzo di una campagna elettorale che si annuncia all’insegna della sfiducia e dello scoramento generale, si sveglia con la notizia della definitiva chiusura del Punto Nascite. CONFERENZA BiondiNon sono bastate, a quanto pare, le buone intenzioni messe finora in campo: raccolta firme; ripetuti incontri e confronti con i massimi vertici dell’ASP agrigentina; appelli alla deputazione regionale, all’assessore Borsellino e al governatore Crocetta. Non è bastato lo sforzo fatto dagli operatori sanitari del nosocomio licatese (da due anni a questa parte) per superare il fatidico tetto dei 500 parti annui, soglia minima per salvare il nostro reparto ginecologico. Tralasciamo per un attimo di chiederci il perché parecchie partorienti licatesi e della vicina città di Palma, decidono di far nascere i propri figli in strutture sanitarie ben più distanti del San Giacomo d’Altopasso. Cerchiamo di capire, invece, come mai il nostro governatore, pur fortemente interessato alle imminenti elezioni amministrative nella nostra città (sabato scorso è stato a Licata per ricompattare in sede locale lo stesso schieramento politico che lo sostiene a Palazzo dei Normanni), non sia intervenuto con tutta la sua autorevolezza per scongiurare questo ulteriore schiaffo ad una comunità che si sente delusa ed abbandonata dalla politica. Sarebbe comprensibile, visto i tanti impegni e le continue emergenze cui deve far fronte il Presidente della Regione, immaginare che ignorasse la nota dell’assessore Borsellino con la quale, a pochi giorni dalla sua visita a Licata, decretasse la chiusura del Punto Nascita tanto caro e strenuamente difeso da tutti i licatesi, nessuno escluso. Saremmo ben lieti, ora che il coro della protesta e dell’indignazione dell’intera città ha sicuramente raggiunto il nostro governatore, di plaudire ad una sua decisa azione politica tesa ad impedire lo smantellamento di un reparto, quello di Ginecologia e ostetricia di Licata che, per stessa ammissione del Commissario Straordinario del nostro Comune, On. Maria Grazia Brandara (persona vicina e stimata da Crocetta): “Funziona benissimo, all’interno del quale ha trovato persone che lavorano con molta professionalità ed amore, e che sarebbe veramente un delitto chiuderlo”. Le motivazioni ci sono tutte: l’aumento del numero dei parti registrati nel corso degli ultimi mesi; la chiusura della scorrimento veloce Licata – Ravanusa, che allunga e rende oltremodo insicuro raggiungere il nosocomio di Canicattì; l’altissima pericolosità del tratto della statale 115 che collega Licata al Punto Nascite dell’Ospedale di Gela. Come saremmo ugualmente ben lieti, pur essendo personalmente impegnati nell’imminente campagna elettorale, di assistere alle manifestazioni di legittimo orgoglio e di attribuzione del merito di aver salvato il Punto Nascite di Licata, da parte dei candidati e dei partiti vicini al governatore Crocetta. Quello che ci preme è continuare a garantire ai licatesi di poter nascere nella propria Città.