sinistraE va bene, non ha avuto a Licata, a parte qualche lontana eccezione, una storia vincente. La lista Faro negli anni Cinquanta, Carmelo Incorvaia nei Settanta e poi deputato nazionale nel 1994, Ernesto Licata eletto sindaco in quello stesso anno, alcuni scioperi e iniziative sindacali importanti, poi niente. Niente più. E tuttavia nessuno si aspettava la sua completa sparizione dalla scena politica locale. Con il Pd ora ufficialmente parte integrante di una delle tante alleanze moderate della città per le elezioni di maggio, a sinistra resta solo il bravo e determinato Gianluca Mantia se deciderà di candidarsi a sindaco. Mantia e Rifondazione comunista, suo piccolo partito.
Non poteva finire in altro modo, per alcune ragioni. Una l’abbiamo già detta. Il Pd, erede della vecchia sinistra, sa di essere a Licata storicamente debole e perdente se corre da solo o con alleanze di centrosinistra. L’altra è la sua mutata natura. Il partito renziano è ormai strutturalmente (e idealmente) moderato. Ha sposato il programma di Confindustria: la sua politica del lavoro è palesemente di destra: la sua nuova classe dirigente nazionale non ha più alcun legame con la tradizione della sinistra italiana: in Sicilia (e non solo in Sicilia) è diventato centro di pronta accoglienza per ex appartenenti alla variegata area del centrodestra ora attratti dal nuovo potere e da chi lo detiene.
Logica dunque per il Partito democratico, anche a Licata, e per le prossime elezioni comunali, l’alleanza con altre forze della sua stessa (ormai mutata) natura. Cioè con forze dell’area moderata. Vastissima in città e oggi divisa. Ma quasi sempre, e a turno, alla fine predominante. Insomma, di moderati a Licata ce ne sono tanti (poteva andare con questi o con quelli) che il Partito democratico aveva solo l’imbarazzo della scelta. Scelta che ha già fatto sostenendo il dottor Pino Galanti come candidato sindaco.
Si sa qual è l’obiezione. Nelle elezioni per il sindaco i cittadini se ne fregano di formule, ideologie e alleanze politiche. E votano le persone che più stimano e le più capaci di rappresentare progetti innovativi. Ma mettiamoci nei panni di chi ragiona sempre, anche per quanto riguarda le elezioni locali, seguendo il superato schema destra-sinistra. A questi cittadini (e non sappiamo quanti ancora siano), orgogliosi del partito identitario, non resterebbe che Mantia. Il solo purtroppo rimasto a sinistra.

Gaetano Cellura