depuratore di LicataRenzi si fida soltanto dei suoi e nomina in Sicilia Vania Contrafatto commissario per la gestione dei depuratori mal funzionanti. L’attuale assessore all’Energia è entrata nel governo Crocetta su indicazione di  Davide Faraone, uomo di fiducia del Premier nell’Isola.

Il commissariamento è stato voluto per evitare la maxi sanzione dell’Europa alla Sicilia (185 milioni) per il pessimo trattamento delle acque reflue. Una stangata che l’Isola non può permettersi di subire, vista la sua precaria situazione finanziaria. Già nel 2012 la multa dell’Unione aveva colpito 57 comuni siciliani, di cui 27 senza reti fognarie.

E questa è la Sicilia di oggi, eredità di quella ieri governata quasi sempre dal centrodestra, ridotta a regione in condizioni ambientali disastrose (su dieci dei suoi comuni, più della metà risultano con sistemi di depurazione inefficienti o obsoleti): e per questo motivo monitorata e punita dall’Europa.

Per scongiurare la sanzione la Regione ha tutto il 2016 a disposizione. Ma deve già da ora avviare un processo di trattamento delle acque reflue seguendo le indicazioni di Bruxelles, mai rispettate.

L’aspetto politico della decisione di Renzi riguarda la mancata nomina commissariale, come vuole la prassi, del governatore Crocetta. Uno dei motivi può essere il ritardo con cui procede il lavoro di risanamento dei depuratori: dei 94 progetti solo 14 sono attualmente “cantierabili”. Ma il principale aspetto è l’accresciuto potere di Davide Faraone, che ha voluto Baccei come assessore al Bilancio e ora l’assessore Contrafatto come commissario per evitare la sanzione dell’Europa.

È bene precisare che il depuratore di Licata non rientra tra i progetti finanziabili. Per cui la città non ha ad oggi alcuna possibilità di fruire dei relativi finanziamenti per renderlo più efficiente.