Mare Nostrum ci costa dieci milioni al mese e serve a poco. Ma è meglio dire: serve a poco proprio per quello che ci costa. Se i soccorsi arrivano in tempo, va bene. Altrimenti, si salvi chi può. E intanto dieci militari impegnati nelle operazioni di soccorso ai migranti clandestini sono pure risultati positivi alla tbc. Nel Mediterraneo si continua a morire che nemmeno in guerra, che nemmeno nelle stragi organizzate. Mentre il governo italiano, e l’Unione europea soprattutto, stanno a guardare. Conta di più il caso Corradino Mineo rispetto alle tragedie nel Mediterraneo. Le morti in mare, nelle vicinanze della Libia o in prossimità della Sicilia, più non si contano. Più non si contano nell’indifferenza planetaria. Molti di noi si mostrano persino infastiditi dalla notizia dell’ennesima ecatombe. Tanto nel canale assassino muoiono gli altri, i poveri del mondo. Chiedersi se è l’indifferenza della politica ad averci contagiato o se nella politica si riflette la nostra (ormai quasi unanime) indifferenza, se è l’Europa a voltarsi dall’altra parte di fronte all’ecatombe in mare o se siamo noi a farlo per primi è domanda oziosa.
Certamente il problema sta a cuore a tanti. A tanti che lo affrontano anche da volontari, senza un compenso. Ai tanti che soccorrono i naufraghi e ne recuperano i cadaveri per dovere istituzionale e per obbedienza alla sacra legge del mare. Ai tanti che poi li assistono nei porti della Sicilia dove sbarcano. Per dovere istituzionale. O per ragioni umanitarie, senza calcoli e senza altri obblighi che non siano morali. Gli obblighi del soccorso al naufrago, all’afflitto, al disperato, a chi bussa alla tua porta per chiedere asilo.
Certamente il problema è europeo. Non è solo nostro. Anche se siamo stati lasciati soli ad affrontarlo. Anche se sempre da soli l’abbiamo affrontato, vista l’assenza totale delle istituzioni europee. Cinquantamila sbarchi solo nel 2014. Ora il ministro Alfano, che non sa che dire, richiama in causa l’Europa. Chiede al governo di farsi valere nelle sedi europee. Ma anche questa volta, vedrete, tutti faranno finta di non sentire. E non disturbiamo Renzi, per favore. Alle prese com’è con i senatori dissidenti.
Gaetano Cellura







