Nel pomeriggio del 18 novembre 2025, nell’ambito della Settimana della Macchia Mediterranea, le celebrazioni si sono spostate a Licata per una significativa iniziativa dedicata al ripristino ambientale presso il Pozzo Gradiglia, un luogo di grande valore storico legato all’ingegneria idraulica di età araba.

Il sito, recuperato e valorizzato da Tony Rocchetta, agricoltore custode e promotore del Food Camp – centro dedicato ai semi antichi, alle essenze della macchia mediterranea e alla cultura rurale – si configura oggi come uno spazio culturale e comunitario che unisce biodiversità, memoria identitaria e pratiche agricole tradizionali. All’interno del pozzo è stato ricreato un vero e proprio museo etnoantropologico vivente, incentrato sulla vita contadina, sulla coltivazione didattica di leguminose, alberi ed erbe aromatiche e sulla riscoperta delle antiche tecniche di panificazione e preparazione della tradizionali fauzza licatese con Chiattulidda.

È stata effettuata la messa a dimora di arbusti e alberi tipici della Macchia Mediterranea in aree verdi del territorio comunale di Licata.
Significato: un gesto concreto per incrementare la biodiversità urbana, migliorare la qualità dell’aria e riqualificare spazi naturali, rendendo tangibile l’impegno verso la tutela degli ecosistemi locali.

L’iniziativa ha visto la partecipazione del:

Sindaco di Licata Angelo Balsamo

Assessore Giuseppe Federico

Livio Pennisi

La loro presenza ha testimoniato il coinvolgimento del Comune in un percorso di cura e valorizzazione del paesaggio.

Accanto alle istituzioni, hanno partecipato:

Tony Rocchetta, “Custode della Macchia Mediterranea”

Turi Scuto, Francesco Cancellieri, Giuseppe Cacciola, Vincenzo Piccione, componenti del gruppo promotore e già presenti alle attività mattutine

Giuseppina Alabiso, referente di Plastic Free per il Comune di Licata.

Questa seconda fase della giornata ha riunito il mondo istituzionale, quello associativo e quello scientifico in una azione condivisa di rigenerazione ambientale.

Un percorso culturale e identitario lungo quasi un decennio

Il progetto “Comuni Custodi della Macchia Mediterranea”, ideato da un Comitato Promotore composto da docenti universitari siciliani, presidenti di Centri di Educazione Ambientale e un dirigente dei Beni Culturali, prende ufficialmente avvio il 21 novembre 2016 a Caltagirone con le prime adesioni alla Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea.

Il 28 novembre 2019, la Giunta della Regione Siciliana, guidata dal Presidente Musumeci, approva la Delibera n. 420, istituendo la Giornata della Macchia Mediterranea e riconoscendo il valore identitario di questo habitat simbolo dei territori del Mediterraneo.

Ad oggi, alla Carta hanno aderito:

oltre 135 Comuni italiani e siciliani, più di 100 Enti Parco, istituti di ricerca, ordini professionali, associazioni e personalità del mondo scientifico nazionale

Numerose iniziative educative e di valorizzazione sono state sviluppate negli anni nei territori aderenti. Le recenti adesioni di città come Pomezia, Spoleto, Villa San Giovanni, Imperia, Lecce e Sansepolcro testimoniano la crescente dimensione nazionale del progetto.

Verso il 21 novembre 2025: conclusione della Settimana della Macchia Mediterranea

La Settimana della Macchia Mediterranea (14–21 novembre 2025) si concluderà ad Agrigento, presso la Stele dedicata al giudice Rosario Livatino, tappa ormai simbolica in memoria del magistrato assassinato lungo la strada per Agrigento e che aveva profondamente intuito il legame tra ambiente, legalità e contrasto agli incendi boschivi, spesso connessi a dinamiche criminali.

Unione di educazione, memoria e azione concreta

La giornata del 18 novembre 2025 ha rappresentato un perfetto equilibrio tra formazione teorica, valorizzazione culturale e intervento pratico, contribuendo alla diffusione e alla tutela della Macchia Mediterranea come patrimonio identitario, ambientale ed educativo della Sicilia e dei territori mediterranei.