sbarco_alleati_sicilia_NCalogero Carità (Alicata Dilecta): << Nella notte del 10 luglio iniziò la “battaglia di Sicilia”… Il piano dell’assalto era stato concepito sin dal mese di febbraio durante le operazioni in Africa e più volte rimaneggiato e modificato anche per alcune divergenze d’opinioni sorte fra i capi militari… Verso le due di notte dell’ora “X”, il 10 luglio, … una numerosa squadra navale anglo-americana… si presentò nel mare licatese, sparando contro le colline della piana, mentre tra la tarda notte e i primi chiarori dell’alba, le chiese annunziarono lo stato d’emergenza suonando le campane a martello e mentre vari danni subivano alcuni fabbricati di via Patti, corso Roma, via Cacici, via Santa Maria e il cimitero vecchio…>>.

Cesare Carbonelli (Un soldo di storielle da Licata): << Notte di luglio calma, il mare è tranquillo come mai… Nel cielo fiammelle di tanti colori che sembrano più chiare di quelle viste nel giorno della Madonna Assunta, però sono lontane… e l’ignaro fante non sa che sono i mille e mille soldati degli Alleati, che affidando la loro esistenza a un paracadute, stanno per attaccare la Terra che per millenni aveva visto sbarcare uomini di tutte le razze, ma non quelli del continente americano…>>.

Carmelo Incorvaia (Lungo il piccolo Cassaro): <<… La città è stata occupata senza difficoltà. Sulle aste del municipio, dalle 11,30, sventolano le bandiere americana e britannica. Nel palazzo si è insediato, quale governatore militare, Frank Toscani, ora in divisa di maggiore dell’US Army, l’esercito degli Stati Uniti. Con lui è il capitano Wendell Phillips, che ne prenderà il posto…>>.

Carmela Zangara (10 luglio 1943. Lo sbarco degli americani nelle testimonianze dei licatesi): <<… Il ricordo del dottor Giovanni Saito: “All’epoca ero solo un ragazzo di 11 anni e mi trovavo in località Vallone Secco, dalle parti di Sant’Oliva… sfollati nella casa di campagna di un amico di mio padre… La notte del 10 luglio non avvertimmo nulla. All’alba però il mare appariva coperto da uno spesso strato di nuvole basse. Erano i mezzi da sbarco della potente flotta americana, appostati nel golfo tra Licata e capo Scaramia. Ed erano talmente tanti che coprivano completamente la superficie del mare”…>>.

Angelo Vecchio (Licata: cronaca di una città 1915-1975): <<…L’arrivo degli Alleati provoca, nei licatesi, un insolito stato di euforia e non mancarono, certo, applausi per le truppe americane che sfilando per la città distribuivano caramelle a destra e a manca…>>.

Camillo Vecchio (U Cuntu ca Cuntu): <<… Si racconta pure che il generale Patton, assillato dallo scruscio (rumore) dei carretti che non lo facevano dormire durante la sua breve permanenza a Licata, … ordinò il divieto della circolazione dei carretti nell’intera cinta urbana… senza rendersi conto delle esigenze della popolazione… Non ha sicuramente pensato… che erano, in quel tempo, gli unici veicoli idonei per il trasporto delle essenzialità di vita; essenzialità che hanno costretto l’ufficiale degli Affari Civili responsabile dell’amministrazione del comune a disobbedire, rischiando la Corte Marziale… Un immotivato trasferimento, dal sapore punitivo, … placò le ire della gerarchia militare >>.

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