Sant’Angelo è tornato a Licata. Ad annunciarlo – con una comunicazione ai fedeli – sono i Frati Carmelitani e la Postulatrice generale dell’Ordine Carmelitano.

“Vi possiamo annunciare con gioia che siamo riusciti nel nostro intento, e Sant’Angelo è tornato nel suo Santuario, in una veste nuova ma antica: torna nella sua cassa lignea, rivestita in velluto rosso e ricami in oro, che lo ha accolto per la prima volta nel lontano 1623.
Ringraziamo di vero cuore quanti hanno lavorato nel pieno rispetto delle norme canoniche, nel silenzio e nel nascondimento, com’è giusto che sia, per onorare al meglio S. Angelo e la città che per otto secoli ne ha custodito gelosamente la memoria: il Cardinale Francesco Montenegro (il nostro don Franco), Arcivescovo di Agrigento, gli infaticabili e impagabili membri del Tribunale diocesano, l’Ufficio dei Beni culturali di Agrigento, i tecnici e i restauratori, le autorità civili e militari coinvolte in questo complesso procedimento”.

I Carmelitani hanno anche motivato il silenzio tenuto nelle ultime settimane sulla questione.

“Con dispiacere dobbiamo però anche dire che irresponsabili fughe di notizie, anche in violazione delle norme canoniche, hanno rischiato di compromettere tutto: ciascuno ne risponderà alla propria coscienza. In tempi di coronavirus non si può scherzare con la salute della gente e ogni possibile e temuto assembramento di persone, causato dalla prevedibile attesa gioiosa dei devoti lungo la strada o sulla piazza antistante il Santuario, avrebbe visto gli organi governativi preposti bloccare immediatamente il trasferimento. Rispettate e comprendete pertanto il nostro silenzio, che mai ha voluto o vorrà significare mancanza di rispetto per Licata”.