Il sindaco di Licata, Pino Galanti, replica alle dichiarazioni dell’eurodeputata Annalisa Tardino, a proposito del ritiro delle deleghe di assessore a Lillo Scrimali.

“Anche se non avrei voluto, mi vedo costretto a replicare alle dichiarazioni, quantomeno fuori luogo, dell’eurodeputata Tardino. Quest’ultima, forse in maniera surrettizia oppure perché lontana dal territorio, sostiene in una nota divulgata alla stampa che la rimozione del consigliere Scrimali dalla carica di assessore sia dovuta a motivi di natura politica.

La informo, ma soprattutto ci tengo a informare la città, che le ragioni della rimozione appartengono alla sfera amministrativa e alla partecipazione richiesta, almeno quella minima, per far parte di una giunta.

Quest’ultima è quella che è mancata al consigliere Scrimali che, purtroppo, da più di un mese risulta assente da Palazzo di Città e peraltro neanche reperibile al telefono.

A testimonianza di ciò, Scrimali non ha nemmeno partecipato alla votazione del bilancio in giunta, atto propedeutico a qualsiasi tipo di programmazione amministrativa.

L’eurodeputata inoltre richiama la mia appartenenza a Forza Italia, partito che ad oggi, quando è stato necessario, ha aperto le porte di Palazzo d’Orleans e dei principali assessorati regionali, alle urgenze ed alle necessità di Licata e dei cittadini. E che in questi anni non mi ha mai lasciato solo, tutt’altro, grazie alla presenza costante degli onorevoli Riccardo Gallo e Margherita La Rocca Ruvolo, del presidente Gianfranco Miccichè, degli assessori Zambuto e Falcone.

Per quanto io non sia un politico navigato, invito l’eurodeputata a non fare errori di dialettica politica piuttosto elementare e le suggerisco che sarebbe bene che più di pensare a Forza Italia ed alle questioni politiche legate alla giunta, si dedicasse ad offrire soluzioni per la città e se proprio deve fare campagna elettorale lo faccia ricordandosi che il centrodestra è una coalizione ed evitando questi inutili scivoloni. Perciò si preoccupi dei problemi di PD e 5 Stelle, piuttosto che pensare di poter dettare legge nelle segreterie di partito altrui.

Ritengo, infine, che a questa questione sia già stata data un’importanza più che sufficiente e dunque non mi esprimerò più in merito dovendo, per altro, provare a risolvere problemi ben più urgenti e di difficile risoluzione che le peripezie politico elettorali di Lillo Scrimali”.