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E’ in pieno svolgimento ad Agrigento la campagna attuata dal Genio Civile per ridurre il rischio idrogeologico del territorio, grazie alle risorse stanziate dal Governo Musumeci ed alle segnalazioni del Sindaco di Agrigento Franco Micciché e dei Sindaci dei Comuni di Grotte, Licata, Menfi e Sciacca.

Sul territorio di Agrigento, sono infatti già in esecuzione e saranno completati entro la metà di ottobre i lavori per la pulizia e la sistemazione dell’alveo del Fiume Ipsas, per il tratto compreso tra la Rotonda Giunone ed il “Deposito SAIS” e del Vallone Cannatello, per il tratto tra la via dei Fiumi e la foce, per un importo complessivo di circa 270.000 euro.

Sono in totale otto, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola, i nuovi interventi che stiamo realizzando sul territorio provinciale per la pulizia degli alvei, la sistemazione degli argini ed il ripristino della sezione idraulica, con l’obiettivo di ridurre il rischio di esondazioni dei corsi d’acqua che attraversano la provincia di Agrigento. In particolare, continua La Mendola, oltre ai lavori già avviati sul territorio della città di Agrigento, gli altri sei interventi riguardano il fiume Imera meridionale (Licata), l’Ipsas (tratto Grotte), il Canale Fiumevecchio (Licata), i torrenti Finocchio (Menfi) e Cansalamone (Sciacca) e i due nuovi tratti dei torrenti Della Palma e Mollarella (Licata), per un importo complessivo di circa tre milioni di euro”.

I nuovi interventi si aggiungono ai ventidue lavori già eseguiti dal Genio Civile sul territorio Provinciale, tra il 2020 ed il 2021, con l’obiettivo di ridurre il rischio idrogeologico del territorio della provincia di Agrigento, per un importo complessivo di 11 milioni di euro, stanziati dalla Regione Siciliana.

I Funzionari del Genio Civile impegnati nella progettazione e nella direzione degli otto lavori, in corso di esecuzione sul territorio provinciale, sono: Salvatore Caramazza, Angelo Cimino, Piero Distefano, Salvatore Failla, Gaspare Patti, Carmelo Sorce, Gianfranco Vullo, con il supporto del collaboratore Isidoro Curaba.