Il ritrovamento dell'ancora grecaLe acque del mare di Licata continuano a far venire alla luce reperti archeologici di notevole importanza. Ieri mattina, il Gruppo Archeologico Finziade, con la supervisione della Soprintendenza del Mare rappresentata dal professor Sebastiano Tusa e con la collaborazione del nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza, ha riportato in superficie un’ancora di un’imbarcazione risalente al periodo greco arcaico compreso tra il settimo e il quinto secolo Avanti Cristo. Con ogni probabilità l’ancora doveva appartenere a una delle tante navi da trasporto che nei secoli passati hanno solcato il Mediterraneo. Non è stato possibile specificare se il ritrovamento isolato dell’ancora è da addebitare al fatto che la nave sia affondata oppure che l’ancora si sia incagliata tra gli scogli staccandosi dall’imbarcazione. E proprio per tentare di chiarire alcuni di questi dubbi ieri, durante le operazioni di recupero, è stata organizzata una perlustrazione dei fondali alla ricerca di qualche altro eventuale reperto. L’estrazione dell’ancora era preventivata da tempo e solo le cattive condizioni del mare hanno impedito che fosse riportata alla luce in precedenza. L’ancora greca recuperata ieri fa il paio con l’anfora adibita al trasporto del vino riportata in superficie nelle scorse settimane sempre dal Gruppo Archeologico Finziade.