Le chiese licatesi si stanno attrezzando per la riapertura del 18 maggio. Molte saranno pronte sin da subito, altre necessitano un po’ di tempo ancora. Ci siamo recati in diversi edifici di culto partendo dalla Chiesa madre diretta dall’arciprete Angelo Fraccica. Alla Matrice è tutto già pronto: la capienza si ridurrà a circa 150 unità e i banchi potranno ospitare un massimo di due persone distanziate di più di un metro. Igienizzante collocato ai due ingressi e mascherine obbligatorie per chi si recherà a messa. Da lunedì riprendono le celebrazioni liturgiche. Situazione diversa a Sant’Agostino dove la capienza si ridurrà a soli 28 posti e verrà celebrata solo la messa domenicale. Work in progress invece per San Gabriele dove l’orientamento è anche qui quello di celebrare una messa a settimana con una capienza di non più di venti fedeli. Tutto pronto anche per San Giuseppe Maria Tomasi a Fondachello. Abbiamo sentito padre Totino Licata il quale ci ha confermato che la parrocchia sta seguendo le linee guida della Curia e la capienza sarà di un centinaio di persone per funzione. Anche qui segni nei banchi per delimitare i posti a sedere, presenze ridotte e igienizzante all’ingresso. Possibilità di sfruttare l’ampio spazio esterno per la Chiesa di Sant’Andrea nel quartiere Oltreponte: il parroco sa valutando la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto. Valutazioni in corso per quanto concerne invece Sacro Cuore e Sabuci. In queste due chiese, si sta organizzando la riapertura e a breve si terrà il Consiglio pastorale. Ma la riapertura per il 18 è scontata con una capienza (per Sacro Cuore) di un massimo di quaranta persone. Ci siamo recati anche nel Santuario diocesano di Sant’Angelo dove siamo stati accolti con grande disponibilità da padre Mascali dell’ordine carmelitano, nuovo rettore. Dal 18 si parte con messe alternate nei giorni feriali il tutto ovviamente garantendo la distanza interpersonale di un metro. I banchi verranno divisi con un nastro e la comunione a Sant’Angelo verrà distribuita direttamente tra i fedeli per evitare ogni possibile assembramento all’altezza dell’altare principale. Anche qui presenza di igienizzante. Tempo di valutazione invece per San Domenico, Carmine e per la Chiesa di Sette Spade. Si attende infatti di riunire il consiglio pastorale e poi si deciderà sui tempi di riapertura. I modi saranno gli stessi delle altre parrocchie cittadine. Malgrado diversi tentativi telefonici non siamo riusciti a metterci in contatto con i sacerdoti di Santa Barbara e di Santa Maria La Vetere. Chiuse al pubblico resteranno le chiese delle omonime Confraternite di San Girolamo e della Carità. Tutto pronto anche nella comunità Ecumenica di San Damiano. Agostino De Caro ci ha infatti confermato che la chiesa è stata “attrezzata” per la ripresa delle celebrazioni sebbene il numero di persone che potranno recarsi all’interno dell’edificio di culto non potrà superare la decina di unità a causa degli spazi. Già collocati all’ingresso igienizzanti, guanti e mascherine.