depuratore di Licata 2Non spendete i fondi stanziati nel 2012 per depuratori e reti fognarie (1,1 miliardi destinati alla Sicilia)? E io vi mando il commissario. È deciso il premier Renzi. Anzi, ha già deciso il commissariamento. Perché il rischio che si corre è quello delle sanzioni europee se non si fa uso di finanziamenti destinati a prevenire anche i dissesti idrogeologici. Il governatore Crocetta casca dalle nuvole: “Ma è mica colpa nostra? La colpa è dei comuni, dei comuni inadempienti cui abbiamo mandato i commissari ad acta”. Mai un’ammissione di responsabilità diretta, sua e del governo, verso il disastro politico della Sicilia.

Il governatore dice di non esserne stato informato prima. E di aver saputo dalla stampa del commissariamento relativo alla gestione dei fondi. Che vanno investiti con urgenza, non solo perché ritardi e infrazioni sono a rischio di sanzioni, ma soprattutto perché i depuratori e le reti fognarie dell’Isola, perlopiù fatiscenti, per non dire che non funzionano affatto, si mostrano assolutamente indegni di una società civile. Ma a parte questo, il rapporto politico tra Renzi e Crocetta non sembra semplice. Il premier lascia capire di non essere affatto contento di come è governata la Sicilia. Troppa lentezza, molte parole e pochi fatti.

Quando le cose non vanno bene, e qualcuno (che sia l’opposizione o i suoi stessi amici di partito) glielo rinfaccia, Crocetta scarica sugli altri le responsabilità. È vero: ha bisogno di tempo per aggiustare quanto ha ereditato. E porre rimedio ai malgoverni del passato non è facile. Ma ormai governa da tre anni. E di risultati concreti non se ne vedono. Né sul piano della riforma degli ATO (idrici e dei rifiuti), costosissimi per i cittadini, né sul piano del rilancio, magari a lungo termine, dell’Isola. Annunci tanti. Parole altrettante (come Renzi, d’altra parte). Ma di fatti, pochi o niente. Mentre la Sicilia dei giovani e della gente comune langue. Mentre si riducono sempre più i reparti negli ospedali, si riduce il numero dei medici e degli infermieri, si accorpano le stesse strutture sanitarie nell’ottica del risparmio. Mentre i giovani non trovano lavoro, curarsi costa troppo e i tagli al welfare creano ai cittadini siciliani enormi difficoltà per tirare avanti. E a questo ora si aggiunge il blocco dei treni per il continente a Messina, che isola la Sicilia e ne fa una regione separata dal resto del paese non solo geograficamente.

Non è certo un quadro edificante per dei governi (regionali e nazionali) che si dicono di centrosinistra. È un quadro di povertà e di malessere sociale. La Sicilia non l’ha sfasciata Crocetta, lo sappiamo. L’hanno sfasciata altri. Ma proprio per questo lui è stato eletto: per porre rimedio allo sfascio. Un rimedio che, dopo tre anni di governo, ancora non si vede. Tanto che da Roma arrivano i richiami.

Gaetano Cellura

Leggi pure: http://www.licatanet.it/06-02-2015/il-nuovo-piano-delle-ferrovie-isola-la-sicilia/