Ha parlato in un teatro Re stracolmo. Molti i curiosi presenti, ma anche molti quelli che lo voteranno alle primarie del centrosinistra. Un pubblico trasversale ha ascoltato il suo discorso per il cambiamento reale dell’Italia: non solo dello schieramento politico in cui milita. Ad accompagnarlo e a presentarlo ai licatesi è stato l’avvocato Daniele Cammilleri, consigliere provinciale del Pd, che sosterrà la sua proposta politica in questi ultimi giorni di corsa per la leadership del centrosinistra. Matteo Renzi, sindaco di Firenze, l’uomo che vuole rottamare tutto il vecchio – inteso, ha precisato, come mentalità, idee, costume – che c’è nella politica italiana, è arrivato puntuale a Licata, come ad ogni tappa del suo tour per l’Italia. È arrivato nella nostra città dopo essere stato a Catania e a Pozzallo. Una tappa obbligata, quest’ultima, per rendere omaggio al paese natale di Giorgio La Pira, storico sindaco di Firenze e suo lontano predecessore. E proseguirà stasera stessa per Marsala. “Luogo ricco di storia” ha tenuto a ricordare. Gente di destra e di sinistra lo ha applaudito, ha apprezzato le sua idee di modernità e di progresso in un paese ingessato, bloccato, che non sa ripartire. Ai licatesi (e alla gente dei paesi vicini venuta ad ascoltarlo), ha detto: “Dateci una mano”. Aiutate cioè il nostro progetto a camminare. A vincere. Aiutateci a cambiare l’Italia. A dare concrete opportunità ai giovani e a chi si mette in gioco, “non sta in panchina”, nella politica e nella società. Matteo Renzi ha toccato molti punti del suo programma. Ha parlato di agroalimentare, di cultura, di ambiente, di quel vero grande patrimonio che è la bellezza dell’Italia. La bellezza che ci invidiano all’estero. Ha ripetuto più volte quanto sia importante investire in cultura e innovazione. Quanto sia importante dare ai giovani meritevoli occasioni di studio e di lavoro. Tra i punti toccati, la scuola – la scuola pubblica – è quello prioritario su cui lavorare e da cui ripartire. Ha insistito molto sulla scuola, intesa come educazione e formazione, e sull’importanza degli asili; sulla figura sociale del maestro, oggi sminuita, ma sempre capace di caricarsi sulle spalle, attraverso l’istruzione e la cultura, il peso gravoso di un intero paese. Ha toccato anche il tema delle tasse e di come ridurle: “Io a Firenze l’ho fatto, quindi so come si possono ridurre” ha detto Renzi. Lunghi e convinti applausi hanno sottolineato molti passaggi del suo discorso.

(g.c.)