Ieri sera al Palazzo Ducale è stata inaugurata la “Reinterpretazione scultorea dello Stemma del Gattopardo”. La copia scultorea in legno è stata realizzata dal maestro Libertino Di Vincenzo, figlio d’arte, essendo il padre l’autore dell’urna che contiene il corpo di Suor Maria Crocifissa. La copia è realizzata nelle dimensioni dell’originale, trafugato alla fine degli anni settanta dello scorso secolo e posizionato nel salone settimo.

L’evento è stato realizzato dal Comune di Palma in collaborazione con il Comune di Santa Margherita Belice e l’Istituzione Giuseppe Maria Tomasi di Lampedusa. Da sottolineare la presenza delle tre rappresentanze del Parco Letterario Tomasi di Lampedusa: oltre a Palma e Santa Margherita era, infatti, presente anche Palermo.

Palermo e Santa Margherita sono avanti rispetto a Palma perché noi siamo rimasti in letargo per anni, – ci ha riferito l’assessore Lina Vizzini – però questo non significa che non possiamo rimetterci in carreggiata. Ci vorrà più tempo per raggiungere certi obiettivi ma intanto occorre partire”.

La serata si è snodata attorno al tema gattopardiano: dalla voce narrante di alcuni brani del romanzo, che accoglieva i visitatori mentre salivano le scale del palazzo, al valzer di Tancredi e Angelica, interpretato da Giusi Sambito e Salvo Zarbo, che hanno hanno colto di sorpresa il pubblico. Così come una sorpresa è stata la presenza nelle altre stanze della Banda Musicale, per proseguire ancora come una scatola cinese, della mostra di Abiti d’Epoca per gentile concessione del Prof. Dalacchi, e per finire, nella stanza del camino, la macchina da scrivere dell’autore del romanzo, il manoscritto, il dattiloscritto e le prima pubblicazioni. La parte tecnica è stata curata dal Prof. Pietro Fiaccabrino, dal Prof. Francesco D’Orsi Meli e dal Prof. Carlo Sortino.