Ognuno dice la sua nella campagna elettorale per la Regione, appena cominciata sotto l’ennesimo anticiclone africano. E la dice contro l’altro, l’avversario. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo: “Il sostegno dell’Udc a Crocetta mi sembra sia la conferma dell’assoluta continuità con il cuffarismo e il lombardismo”. Claudio Fava: “La rivoluzione promessa da Crocetta è durata solo un giorno, poi il rivoluzionario si è alleato con il partito di Cuffaro”. Rosario Crocetta, candidato governatore del centrosinistra: “Non capiscono che senza i moderati in Sicilia non si vince … Se cercano qualcuno più a sinistra di me, che vi sono nato, devono andare a cercare Renato Curcio”. Ancora più polemica e incerta la situazione nel centrodestra: “Non intendo sostenere Miccichè” dice il coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione. E La Mantia, presidente della Giovane Italia, ha rincarato la dose: “Ha cercato di ottenere la candidatura con l’arroganza e il ricatto politico, per noi è inaccettabile”. Puntuale arriva la replica del candidato governatore di Grande Sud Gianfranco Miccichè: “Se Castiglione dovesse contare più di Berlusconi (che è stato sul punto di designarlo, NdR), la Sicilia sarebbe persa”. Ma la Sicilia è già persa. E di programmi di risanamento e di sviluppo che possano salvarla dalla bancarotta ha bisogno. Ma si vedono solo polemiche politiche e forti rivalità personali.