Ravanusa – «Oggi siamo qui per presentare un piano di riqualificazione dell’area danneggiata dall’esplosione del 2021, che sarà restituita ai cittadini con un volto nuovo, un parco urbano dedicato alla memoria delle nove vittime rimaste colpite in quella tragedia e insieme, nuovi alloggi che andranno a sostituire quelli danneggiati e non più agibili». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenendo alla presentazione del progetto di rigenerazione urbana di un’area di Ravanusa, nell’Agrigentino, dove ’11 dicembre 2021 nove persone morirono in seguito a un’esplosione causata da una fuga di gas.
«Come già avvenuto per Niscemi – ha aggiunto Schifani – il mio governo continua a prestare la massima attenzione alle richieste dei sindaci e dei cittadini che vivono situaizoni di fragilità, facendo squadra e individuando soluzioni e risorse nel più breve tempo possibile per dare risposte concrete
Il progetto è articolato in tre lotti funzionali, il primo lotto riguarda la trasformazione dell’area dello scoppio, compresa tra via della Pace, via delle Scuole, via Galilei e via Ciceruacchio, in un “Parco Urbano alla Memoria”. Poiché l’area è oggi soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta per rischio idrogeologico R4, non è possibile ricostruire gli edifici originari. Il progetto prevede quindi l’acquisizione delle aree, la demolizione dei fabbricati pericolanti e la bonifica completa del sito, con successiva realizzazione di un parco pubblico attrezzato. L’intervento unirà memoria e funzione: attraverso percorsi, segni architettonici, quinte murarie evocative, una fontana artistica e spazi simbolici verrà mantenuto il ricordo della tragedia, mentre nuove aree verdi, spazi per eventi, fitness, giochi inclusivi, dog area, parcheggi con ricarica elettrica, chiosco e impianti sostenibili renderanno il luogo nuovamente vivo e fruibile dalla comunità. Particolare attenzione è dedicata alla sostenibilità ambientale, all’accessibilità universale e all’integrazione paesaggistica.
Il secondo lotto riguarda la realizzazione di nuovi alloggi per le famiglie colpite, attraverso interventi di ristrutturazione edilizia e rigenerazione urbana in un’area compresa tra Chiesa Santa Croce, Piazza XXV Aprile, Piazza Minghetti e Chiesa di San Michele. Non potendo ricostruire nella zona dello scoppio, il Comune ha individuato immobili degradati da acquisire e recuperare, anche tramite procedure espropriative. Gli interventi prevedono prevalentemente demolizione e ricostruzione di edifici residenziali a basso impatto ambientale, nel rispetto del PRG e del piano particolareggiato del centro storico. Oltre alla creazione di nuove abitazioni, il progetto punta alla riqualificazione di un comparto urbano degradato, al recupero di edifici di interesse storico e alla valorizzazione degli spazi pubblici mediante arredo urbano e verde. È previsto inoltre il recupero di un immobile storico destinato a funzioni culturali ed espositive.
Il terzo lotto interessa la riqualificazione del Cine Teatro Trento, storico edificio del centro di Ravanusa costruito negli anni ’50-’60 e oggi in grave stato di degrado. Il progetto prevede interventi di bonifica, consolidamento strutturale, rifacimento delle coperture, sostituzione degli impianti e recupero funzionale degli spazi interni. Saranno installati nuovi arredi, sistemi audio-video, rivestimenti fonoassorbenti e attrezzature sceniche, restituendo alla città uno spazio culturale e sociale capace di ospitare spettacoli, eventi e attività artistiche. Complessivamente, il progetto rappresenta un intervento integrato di ricostruzione urbana, memoria collettiva e rilancio sociale della comunità di Ravanusa.
«L’Assessorato per le Infrastrutture ha individuato le risorse a valere dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021/27 e pubblicato l’avviso lo scorso anno – ha affermato l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò – Al comune di Ravanusa saranno destinati 24 milioni spesi interamente in progetti che incideranno fortemente sulla rigenerazione del centro e sulla vivibilità degli spazi pubblici. L’obiettivo – ha aggiunto – è anche favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese e consentire l’esecuzione degli interventi entro il 31 dicembre 2028».







