Il Licata è in Serie D con tre giornate d’anticipo. Facile? Tutto come previsto? No, nel calcio non c’è nulla di facile o scontato. Enrico Massimino ha rilanciato, nel silenzio doloroso di Giugno e Luglio 2025 ha tirato fuori l’attaccamento che ormai da tanti anni lo lega a questa piazza e soprattutto ha tirato fuori le risorse necessarie per allestire un organico in grado di tornare subito in D. Il Purgatorio è durato meno di un anno, da Favara al Montelepre sono passati poco più di undici mesi ma si è decisamente ribaltato l’orizzonte. Licata ora guarda con rinnovato entusiasmo alla Serie D, palcoscenico a cui questa presidenza aveva ormai abituato i licatesi quasi come fosse una cosa normale. No, non lo è sfidare Palermo, Catania, Reggina, Messina.
Poi c’è il capitolo campo. Lillo Bonfatto è stato il condottiero di questa promozione: bravo mister, nella gestione del gruppo, nell’organizzazione di un lavoro che facile non era vista la complessità dell’organico a disposizione. Hanno giocato tutti alla fine e Bonfatto (coadiuvato da un ottimo staff) centra il secondo successo personale (dopo quello di Canicattì) che gli consegna lo status di tecnico vincente. Capolista dall’inizio alla fine del campionato. I numeri non mentono mai, chi vince non lo fa mai casualmente.
I calciatori, bravi tutti. Da Santo Privitera che ha tirato la carretta nella prima parte di stagione a bomber La Piana, dal ritrovato Manfrè alle garanzie Porcaro, Calaió, Pettinato, Greco, Valenti e Palmisano. L’estro argentino di Arario. I giovani: Merola, Brugnone, Bennici, Imbrogiano pronti secondo noi per la D.
”Post Fata Resurgo” ha scritto la Curva ieri. È così, il calcio di Licata torna a riveder le stelle dopo undici mesi di Purgatorio. Vogliamogli bene di più a questa squadra. Perché la D è patrimonio di tutta la città.
Giuseppe Cellura







