Monti vede la luce in fondo al tunnel. Ma la verità è un’altra. Quella di un’Italia in recessione per i prossimi decenni. Abbiamo idea di cosa significhi ridurre il debito pubblico di 45 miliardi all’anno per vent’anni? Significa continuare a distruggere posti di lavoro e lo stato sociale. Non dare risposte ai precari che aspettano – a Licata, in Sicilia – di essere stabilizzati. Aspettano da vent’anni, di proroga in proroga, con promesse mai mantenute. Anche oggi i precari si sono riuniti in assemblea nell’aula consiliare per non ricevere alcuna rassicurazione nemmeno per quanto riguarda la retribuzione del mese di ottobre, fortemente a rischio per i noti problemi finanziari del Comune e della Regione. Ma Monti vede la luce e si ripropone per un altro incarico, “se i partiti glielo chiedono”. Tutti plaudono al via libera dato dalla Corte di Karlsrhue al Fiscal Compact e al MES, le misure per proteggere gli Stati dell’Eurozona dagli attacchi della speculazione. Ma quanti  pensionati, quanti precari, quanti giovani disoccupati, quanti lavoratori licenziati, quanti operai con il lavoro a rischio, quanti dei cittadini italiani stangati dalle tasse (nuove e  aumentate) sanno che 19 miliardi dei 100 prestati dal Fondo Salva Stati dell’Ue alle banche spagnole provengono dall’IMU e dall’innalzamento dell’età pensionabile? In pratica questi nostri soldi servono a finanziare la speculazione spagnola. Quella speculazione che, quando le cose negli anni scorsi andavano bene, intascava i profitti e che ora carica sui cittadini italiani e spagnoli le perdite. Perdita di soldi e di diritti è questa Europa della moneta unica senza governo. Inganno e delusione. Le banche vengono salvate e le imprese lasciate fallire. I posti di lavoro continuamente a rischio, nel settore privato come nel pubblico, nei servizi come nell’industria. Tutto a vantaggio del capitalismo finanziario e dei suoi squali. È questa l’Europa dei popoli? L’Unione sognata da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi? L’Europa delle disuguaglianze sociali sempre più marcate, dei consumi ridotti al minimo, dell’impoverimento progressivo dei popoli, dei sacrifici imposti ai soliti noti? Coraggio, ci viene risposto. Perché c’è già la luce in fondo al tunnel. Peccato che non basti una buona vista per vederla.