Legacoop Agroalimentare e Pesca Sicilia e Legacoop Sicilia esprimono forte preoccupazione in merito alle recenti notizie sulla possibile riconversione del pozzo Gemini 1, da esplorativo a pozzo di produzione, situato al largo della costa tra Licata e Gela.
L’ipotesi progettuale, attualmente in fase di definizione, ha suscitato allarme tra le cooperative della marineria licatese e tra gli operatori della pesca professionale, per le potenziali ricadute socio-economiche e ambientali che tale intervento potrebbe determinare.
In questo contesto riteniamo imprescindibile garantire:
Massima trasparenza e pieno coinvolgimento istituzionale
Ogni decisione relativa allo sviluppo di attività energetiche offshore deve essere preceduta da un confronto strutturato con le rappresentanze delle marinerie, gli enti locali e le istituzioni regionali e nazionali.
Tutela concreta del settore della pesca e delle economie locali
Le attività estrattive non possono gravare ulteriormente su un comparto già fortemente provato, limitando l’accesso alle aree di pesca incidendo sulla qualità del prodotto ittico.
Rigidi criteri di sicurezza e compatibilità ambientale
Qualunque progetto di conversione dovrà essere sottoposto a valutazioni di impatto ambientale e di rischio operativo rigorosee trasparenti con garanzie effettive contro ogni forma d’interferenza con le attività di pesca.
Equa redistribuzione dei benefici sul territorio
Nel caso in cui progetti energetici siano messi a produzione, è fondamentale che royalties e investimenti sostengano le comunità costiere, attraverso misure compensative e progetti dedicati al settore ittico e alla diversificazione economica delle marinerie.
Legacoop sostiene le ragioni delle cooperative aderenti, a partire dalla cooperativa Click Fish, e invita le autorità competenti ad attivare con urgenza un tavolo permanente di confronto.
Come dichiara Filippo Parrino presidente di legacoop Sicilia e vicepresidente nazionale di legacoop agroalimentare e pesca: “È tempo che i siciliani vengano informati: il pesce che portiamo a tavola non è per l’80% pesce italiano. Difendere le nostre marinerie significa difendere lavoro, qualità alimentare e sovranità produttiva. Non possiamo continuare a ridurre gli spazi di pesca e al tempo stesso aumentare la dipendenza dall’importazione.”
L’obiettivo deve essere chiaro: bilanciare sviluppo energetico, tutela dell’ambiente marino e sostenibilità economica delle marinerie siciliane, nessuna decisione tecnica o industriale può essere assunta senza ascoltare e rispettare chi dal mare trae lavoro, identità e futuro
Filippo Parrino – Presidente Legacoop Sicilia– V. presidente Nazionale Legacoop Agroalimentare e Pesca







