La Lega prende posizione, con una nota a firma di Francesca Platamone, sulle ultime diatribe politiche a suon di comunicati stampa.

Stato confusionale da quarantena o subdolo tentativo di celare una grave inadeguatezza?
Non volendo entrare in una polemica sterile, insieme al gruppo Lega di Licata, abbiamo atteso qualche giorno per esprimerci.
Nei giorni scorsi in città abbiamo assistito all’ennesimo deprimente teatrino tra soggetti che “s’erano tanto amati” e che oggi vivacizzano e “certificano” un dibattito politico di inconsistente spessore, vuoto di contenuti.
Una mortificazione continua a Licata e ai licatesi, in un periodo dove la misura, il rispetto dello stato di sofferenza generale non dovrebbero essere mai dimenticati.
Siamo davanti al fallimento totale della politica locale. Non vi è più nulla, non si scorge prospettiva. Si assiste inermi al niente spacciato per impegno, per capacità altruistica di lavorare “gratuitamente” al servizio dei cittadini.
Il nulla offerto anche e soprattutto in “salsa social”, dove lo squallore è amplificato a colpi di like.
E intanto, i comuni più virtuosi sono già impegnati a riprogrammare, a capire come venir fuori da ciò che sarà dopo questa fase di emergenza, quando quest’ultima sarà prioritariamente economica, quando i territori si sveglieranno ancora più fragili.
Licata, in che modo ripartirà? Da dove ripartirà? Ecco, mi piacerebbe si cominciasse a rispondere, si cominciasse a guardare con rispetto all’anima della città, ferita, umiliata, calpestata dall’arroganza di certi “politicanti”.
Non interessa quanti soldi si siano dati in beneficenza, non interessano le donazioni fatte.
Non interessano le continue accuse.
Piuttosto, alla città si dovrebbe rispondere in relazione alle competenze specifiche di ogni singolo mandato amministrativo, dove la donazione e l’obbligo di decurtarsi il compenso non vengono menzionati, così come non vi è menzione di “dare spettacolo”.
Fare donazioni potrà far star bene con la propria coscienza, a qualcuno forse fa star bene anche pensare di far “opposizione” con accuse continue più o meno fondate.
Tutto lecito, se non fossero le uniche cose su cui certi attori politici si concentrano.
Magari, però, tra un attacco e l’altro, sarebbe importante fare gli amministratori, ne gioverebbe l’intera comunità. E invece no, incuranti del vuoto prodotto, si continua a litigare su chi dona di più, su chi ha dato, su chi no, su chi doveva e non ha fatto, sulle responsabilità da ricercare sempre nell’altro.
La sensazione è che si voglia nascondere la triste realtà di “fallimento” che ci circonda. Da far rabbrividire. Non appare nemmeno superfluo a questo punto ricordare a qualcuno che, il mandato che si ha è il “dono” di tutti quei cittadini che hanno riposto la loro fiducia, di più si sono “affidati”, credendo di poter essere rappresentati, credendo poter veder crescere la città. Mi viene in mente l’immagine che Louis Dumur, scrittore francese della seconda metà dell’800, aveva della politica. Egli scriveva: “La politica è l’arte di servirsi degli uomini facendo loro intendere di servirli.”
Chissà perché, osservando, interpretando lo spettacolo nauseante che si sta offrendo, mi torna in mente!?
Avendo, però, della Politica un’immagine diversa, o meglio, ritenendo che la politica sia altra cosa, sostanzialmente più bella e più vera rispetto a “certe comparsate”, sento che sia utile ogni tanto ribadirlo, non fosse altro per evitare di lasciar sempre correre e sentirsi complici di questo abuso verso la città e i cittadini.
Continuiamo a sperare in un domani costruttivo.

Francesca Maria Platamone – Direttivo Sezione Lega Salvini Premier Licata