Dopo la votazione in Consiglio comunale, sulla riqualificazione di Piazza Attilio Regolo arriva la presa di posizione del consigliere di Restart-M5S, Fabio Amato.
“A Licata sembra ormai esistere un diritto contabile parallelo. Un sistema tutto suo, dove le urgenze vengono costruite all’ultimo momento, in cui le variazioni di bilancio si danno quasi per scontate e gli impegni di spesa sembrano seguire i servizi anziché precederli – si legge in una nota – La vicenda della riqualificazione di Piazza Attilio Regolo apre infatti scenari molto delicati sul piano amministrativo e contabile.
Il Consiglio comunale ha bocciato la dichiarazione d’urgenza relativa alla ratifica della delibera di Giunta n. 63 del 18 marzo 2026, quella con cui l’Amministrazione aveva disposto la variazione di bilancio per finanziare il cofinanziamento comunale dell’opera.
Una variazione fondamentale, perché il progetto da circa 1,35 milioni di euro prevedeva: 850 mila euro di fondi regionali e oltre 500 mila euro a carico del Comune di Licata che l’amministrazione ha cercato di sottrarre da un capitolo del bilancio destinato alla manutenzione delle strade urbane, delle strade extraurbane, delle scuole e di tutti gli edifici comunali.
Ed è proprio per questo motivo che il consiglio comunale ha deciso di non ratificare l’urgenza della variazione di bilancio di 500mila euro.
Ma c’è un aspetto ancora più delicato – continua il consigliere comunale – Negli atti originariamente trasmessi all’Assessorato regionale, la copertura finanziaria comunale veniva inizialmente collegata alle cosiddette “misure compensative” derivanti dagli impianti energetici presenti sul territorio.
Una sorta di “finanza creativa” che ha immediatamente sollevato interrogativi tecnici, perché: le misure compensative non sono entrate ordinarie liberamente spendibili, non hanno natura patrimoniale e, secondo la normativa nazionale, dovrebbero essere strettamente collegate a specifici interventi ambientali e territoriali, quindi somme spendibili esclusivamente dalle società per opere da finanziare sul territorio.
Si accorgono solo in seguito dell’errore, e nelle convenzioni successivamente sottoscritte, viene persino precisato che “nessuna somma di denaro è dovuta, ad alcun titolo e in nessun caso, dalla Società al Comune”.
Ma torniamo al consiglio comunale: Il punto è giuridicamente molto chiaro.
L’art. 175 comma 5 del TUEL stabilisce che
“In caso di mancata o parziale ratifica del provvedimento di variazione adottato dall’organo esecutivo, l’organo consiliare è tenuto ad adottare nei successivi trenta giorni (…) i provvedimenti ritenuti necessari nei riguardi dei rapporti eventualmente sorti sulla base della deliberazione non ratificata”.
La Corte dei Conti – Sezione Puglia, deliberazione n. 25/2017 – è stata ancora più netta:
la mancata ratifica “determina l’inefficacia assoluta del provvedimento”.
Tradotto: se la variazione non viene ratificata nei termini, l’atto perde efficacia e il Comune deve intervenire sui rapporti giuridici eventualmente già sorti.
Ed è qui che la situazione diventa estremamente delicata perché nel frattempo l’Amministrazione aveva annunciato l’avvio dei lavori e potrebbero essere già sorti impegni, affidamenti o obbligazioni, ma senza una copertura definitivamente consolidata dal Consiglio comunale.
Ma la questione va oltre Piazza Attilio Regolo – conclude Amato – A Licata sembra ormai consolidarsi una prassi amministrativa dove gli impegni vengono sistemati dopo; le coperture si rincorrono; le urgenze diventano ordinarie; e il Consiglio comunale viene chiamato spesso a “ratificare” decisioni già sostanzialmente assunte.
Il tutto in un Comune dichiarato in dissesto finanziario.
Continua a emergere una gestione che sembra muoversi in una sorta di “regolamento contabile parallelo”, dove le norme nazionali vengono piegate alle esigenze del momento. La vicenda di Piazza Attilio Regolo rischia adesso di trasformarsi in qualcosa di molto più grande di una semplice opera pubblica. Un vero caso politico-contabile destinato ad aprire interrogativi pesanti sulla gestione finanziaria dell’Ente”.







