PER MEZZO DI UNA NOTA A FIRMA DI ANGELO BIONDI, LA REPLICA DI CONFCOMMERCIO LICATA AI 10 PUNTI DEL SINDACO BALSAMO SULLA RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA ATTILIO REGOLO.

“Come ormai d’abitudine, il nostro Sindaco, invece di rispondere alle legittime istanze e ai dubbi più volte manifestati sul progetto di riqualificazione di Piazza Attilio Regolo, non fa altro che accusare di “professionismo della polemica” e “disfattismo politico” tutti coloro che hanno espresso opinioni divergenti o avanzato suggerimenti.
In uno dei suoi punti il Sindaco afferma che “i cittadini meritano chiarezza”, ma la verità è che tecnicamente non si conosce nulla dell’opera. Non è stato presentato alcun progetto esecutivo alle parti sociali; non sappiamo come cambieranno i flussi di traffico, la gestione degli spazi e l’accessibilità dei residenti alle proprie abitazioni. Essere chiari non significa mostrare un’immagine al computer, ma condividere i dettagli tecnici con chi in quella piazza vive e investe. Ciò che conosciamo oggi è solo il rendering virtuale di un progetto freddo e, oggettivamente, poco accattivante. Confcommercio non si oppone al miglioramento della città, ma alla totale mancanza di metodo: la volontà politica non può prescindere dalla trasparenza.
Confcommercio non vuole alimentare paura, discredito o sfiducia; chiede solo di rendere l’opera compatibile con la vita economica della piazza. La “volontà politica” non può ignorare la realtà sociale: un’opera pubblica è un successo solo se non distrugge il tessuto commerciale preesistente. Come si può, del resto, affermare che l’intervento non danneggerà i commercianti se si insiste nel voler avviare i lavori in piena stagione estiva? Parliamo del periodo dell’anno fondamentale per la sopravvivenza dei pubblici esercizi della zona.
Sostenere, inoltre, che l’urgenza sia dettata dalla necessità di dare una “naturale prosecuzione urbana” a Via Principe di Napoli per rendere l’area sicura e fruibile, stride con la realtà di estremo degrado in cui versano gli spazi pedonali di via Gen. Dalla Chiesa. Anche quest’ultima è, a tutti gli effetti, una prosecuzione urbana dell’area interessata. Visto che esiste l’urgenza di eseguire lavori “per evitare il rischio concreto di perdere il contributo regionale di 850 mila euro”, perché non intervenire restituendo decoro e sicurezza anche a quegli spazi pedonali ormai impraticabili, nonostante siano attraversati giornalmente da una moltitudine di persone e da centinaia di studenti?
Nessuno vuole bloccare opere pubbliche utili. Ancor meno chi rappresenta le attività economiche e chi fa impresa. Definire le perplessità di cittadini e commercianti come “polemiche sterili” o “allarmismo” è un atto di cecità istituzionale. Chi amministra con il principio del “buon padre di famiglia” ascolta chi teme per il proprio futuro, non lo accusa di fare politica. Da parte nostra c’è sempre stata la ricerca di un dialogo costruttivo, a tutt’oggi caparbiamente negato da chi amministra.
In merito alla posizione dei Consiglieri comunali che, non approvando i motivi d’urgenza, hanno impedito la variazione di bilancio, riteniamo fosse necessario che, finalmente, l’opposizione trovasse la compattezza per esprimere dissenso verso un modo di amministrare che ha, fin da subito, mortificato il confronto e ogni forma di collaborazione. I Consiglieri hanno la responsabilità di tutelare l’economia locale.
La determinazione dell’Amministrazione ad “andare avanti” a ogni costo, ignorando gli appelli di cittadini, imprese e sindacati, trasforma un progetto di riqualificazione in un atto di forza che Licata non merita.
Confcommercio ribadisce: siamo favorevoli alla riqualificazione, ma contrari a questo metodo e a questa tempistica. Il dialogo non è un segno di debolezza, ma di intelligenza amministrativa”.

Angelo Biondi – Confcommercio Licata/Palma