Palma di MontechiaroLa popolazione palmese nel 2014 è stata di 23.571 . Nel 2013, secondo i dati ufficiali ISTAT, gli abitanti nella cittadina del gattopardo erano 23.807 mentre l’anno precedente 23.482.

Analizzando i dati ISTAT dal 1958 in poi emerge come la popolazione a Palma non abbia subito variazioni di particolare rilievo. Alla fine degli anni ’50 e nei primi del decennio successivo era di circa 20.500 abitanti (nel 1958 era di 20.264 , cinque anni più tardi di 20.818). La tendenza degli anni successivi, fino al 1980, è stata verso la crescita: nel 1970 la popolazione era di 23.152, cinque anni dopo era salita a 24.525, fino a raggiungere l’apice, come detto, nel 1980 quando il numero degli abitanti a Palma raggiunse i 25.940. Da quel momento la popolazione non è più aumentata, mantenendosi tra i 24 e i 25 mila fino al 2000, quando gli abitanti della cittadina del gattopardo erano 24.496. L’anno successivo un autentico crollo, dovuto anche agli effetti del censimento, con circa 3.000 unità in meno, registrando il dato più basso dal 1964.  Negli anni successivi la popolazione ha ripreso ad aumentare, tornando a superare quota 24.000.

Per comprendere le oscillazioni della popolazione occorre valutare due elementi: il movimento naturale e quello migratorio. Il primo è dato dalla differenza tra nati vivi e morti in un dato periodo; il secondo, invece, dalla differenza tra il totale dei nuovi iscritti nelle liste comunali e il totale emigrati, cioè coloro che cambiano la propria residenza verso un altro comune italiano o verso l’estero. Quanto al saldo naturale dal 1958 ad oggi la tendenza è di una sempre maggiore riduzione, tanto che nel 2011 si è avuto per la prima e unica volta il segno meno, con le morti cioè che hanno superato le nascite (243 contro 224). Questa tendenza si spiega non tanto con l’aumento della mortalità ma bensì con una riduzione delle nascite. Basti pensare che la media annuale di quest’ultime a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta era di 634 mentre quello dell’ultimo decennio è di 254: un calo, cioè, del 60%.

Quanto al saldo migratorio la storica tendenza di segno negativo si è invertita tra il 2002 e il 2007. Dal 1958 fino al 2002, con la sola eccezione del 1993, si è, infatti, sempre avuto un saldo negativo. Tra il ’58 e il ’64 il saldo annuale medio era di -189; tra il 1965 e il 1974 era di – 180; tra il 1975 e il 1984 era di – 46; mentre nel periodo tra il 1985 e il 1994 il saldo era di – 126. L’inversione registrata negli anni 2000 ha portato al segno positivo nel periodo tra il 1995 e il 2004 mentre nell’ultimo decennio, anche grazie al +315 registrato nel 2013, il saldo è stato lievemente negativo (-16). Questi ultimi dati non devono far pensare, però, ad una riduzione dell’emigrazione a Palma. Infatti, il numero di coloro che ha cambiato la propria residenza verso altri comuni italiani o esteri è stata sostanzialmente costante negli ultimi 56 anni con una leggera riduzione nell’ultimo decennio rispetto ai 20 anni precedenti. La media annua di emigrati a cavallo tra gli cinquanta e sessanta era di 391; dal 1965 al 1974 era, invece, di 436, mentre nel decennio successivo era di 350. Nei vent’anni tra il 1985 e il 2004 la media è stata intorno ai 480. Infine, nell’ultimo decennio si è scesi ad una media di 388.

Luigi Arcadipane