Porto Empedocle. Continuano le operazioni della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle tese a contrastare la pesca illegale e la commercializzazione di specie ittiche protette da normative nazionali e comunitarie, ed in particolare il pesce spada.  I militari del Nucleo di Polizia Marittima, nella prima mattinata di ieri, giovedì 25 ottobre 2012, a seguito di mirate ricognizioni ed osservazioni, hanno eseguito il blitz intercettando una automobile con dentro  14 esemplari di pesce spada sottomisura, per circa 30 kg. Il controllo è proseguito anche in un magazzino in ambito portuale dove sono stati rinvenuti altri 6 esemplari si pesce spada adulti, per circa 55 kg. Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento è stato denunciato F.O., 48 anni di Porto Empedocle, proprietario e conduttore dell’autovettura, con l’accusa di detenzione di esemplari di specie ittica di taglia inferiore a quella consentita della legge. Il pesce spada e’ stato sequestrato e dopo essere stato sottoposto a controllo dal medico veterinario dell’Asp di Agrigento, che ne ha attestato l’idoneità  al consumo umano,  è stato donato in beneficenza all’Istituto del Boccone del povero di Favara. Un verbale amministrativo di € 4.000 è stato invece elevato al proprietario del magazzino dove sono stati trovati i sei esemplari di pesce spada adulti, in quanto è stata riscontrata una discordanza tra la data della fattura presentata dallo stesso e lo stato di conservazione del pesce, come accertato dal medico veterinario. I pesce spada sono stati posti sotto sequestro e successivamente destinati alla distruzione, in quanto non si è potuta accertare la tracciabilità  del prodotto. Il Comandante della Capitaneria di Porto, Capitano di Fregata Rinaldo Di Martino, ha disposto una intensificazione dei controlli  per contrastare questo tipo di pesca che provoca danni irreparabili all’ecosistema marino. “L’attività sarà costante e tenace, con tolleranza zero, non solo in mare ma anche a terra – dichiara il comandate – e non si limiterà ai soli titolari degli esercizi commerciali (pescherie, ristoranti ecc…..), ma anche all’utenza, che acquistando specie ittiche di dimensioni inferiori a quelle consentite compie azioni penalmente rilevanti, incentivandone la cattura da parte dei pescatori di frodo”.