La campagna vaccinale sta procedendo speditamente anche a Licata dove sono già state inoculate le dosi al personale sanitario e a decine di cittadini ritenuti maggiormente a rischio. Abbiamo voluto sentire alcuni operatori sanitari, tre medici ed un infermiere. Tutti concordi nel considerare il vaccino la soluzione più efficace e rapida contro la pandemia. “Da quasi un anno stiamo convivendo con questa preoccupante pandemia che ha rivoluzionato, spesso rovinato, lo stile di vita dell’intera popolazione – spiega il dottore Andrea Cammilleri – L’importanza di aver avuto in tempi rapidi (grazie agli studi già effettuati per altri virus responsabili della SARS e della MERS, nonché all’abbattimento dovuto al clima emergenziale di molte lungaggini burocratiche) un vaccino significa rivedere la luce in fondo al tunnel. Vaccinarsi non è obbligatorio ma rappresenta l’unica vera arma per ritornare al più presto alla vera quotidianità ed ai veri colori della vita, di certo non quelli dettati dalle zone gialle, arancioni e rosse. Arrivare al più presto ad un’alta percentuale di popolazione vaccinata significherà debellare il covid-19. Occorre dunque un’operazione di consenso, che rimetta al centro della scena pubblica la scienza e la cultura della salute, unitamente ad una campagna di informazione massiccia che metta all’angolo le teorie antiscientifiche e i comportamenti irresponsabili”. Gli fa eco il dottore Carmelo Castiglione, ex primario del pronto soccorso e oggi assessore comunale alla Sanità. “La vaccinazione ci darà serenità e ci permetterà di poter ritornare alla nostra vita anche se tutto non sarà più uguale a quello di prima”. Un accorato invito alla vaccinazione arriva dal dottore Armando Antona, medico mutualista. “La vaccinazione anti-Covid è l’unico modo per raggiungere l’immunità di gregge, che ci permetterà di uscire dalla pandemia. Non è un obiettivo facile da raggiungere, perché l’immunità di gregge si ha quando almeno il 70% della popolazione ha gli anticorpi contro la malattia. Noi medici ci stiamo impegnando e continueremo ad impegnarci per convincere i pazienti dell’importanza e dell’utilità della vaccinazione e quando toccherà a noi (a luglio quando sarà disponibile un vaccino di facile conservazione) ci prodigheremo al massimo per vaccinare i nostri pazienti. Purtroppo esistono molte persone scettiche sul vaccino o decisamente anti-vaccino, ma a mio avviso queste posizioni nascono da pregiudizi che non hanno nulla di scientifico o da vere e proprie bufale frutto di fantasia che girano su internet. A tal fine invitiamo tutti a consultare il proprio medico di famiglia che chiarirà ogni dubbio”. Abbiamo poi sentito il parere di un infermiere, Enzo Callea in servizio al pronto soccorso dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso, da poco sottoposto alla vaccinazione anti Coronavirus come il resto dei colleghi e degli operatori sanitari. “Invito la popolazione a vaccinarsi quando arriverà il turno di ognuno – le sue parole – bisogna avere fiducia nella scienza. Le esperienze passate devono farci pensare positivamente. Rispetto le idee altrui ma invito a non fare populismo su una materia tanto delicata. Sono state messe in campo risorse notevoli per arrivare in tempi rapidi a questo nuovo vaccino con investimenti, coinvolgimento di medici importanti e di conoscenze notevoli. Ritengo che questa campagna vaccinale sia il viatico migliore per superare la pandemia e ridare la salute alla popolazione rimettendo di conseguenza in moto anche l’aspetto economico”.