Le preoccupazioni dei cittadini della città di Licata per l’impatto ambientale ed economico delle trivellazioni in mare del progetto “offshore ibleo” arrivano in parlamento. A dargli voce sarà la Lega attraverso un’interrogazione del deputato Lorenzo Viviani, capogruppo della commissione agricoltura e pesca, sensibile alle ripercussioni che il progetto avrà soprattutto sul settore della pesca.

La questione è stata portata sul tavolo del governo di sponda leghista da Annalisa Tardino, avvocato, presidente del circolo Lega-Salvini premier di Licata. Al Viminale, coadiuvata nell’incontro da Igor Gelarda, responsabile regionale Enti locali del Carroccio, e Massimiliano Rosselli, referente del partito guidato da Matteo Salvini per la provincia di Agrigento, ha incontrato il sottosegretario al ministero dell’Interno, Stefano Candiani. Al commissario della Lega in Sicilia è stata consegnata la documentazione sull’impatto idrogeologico, ambientale, turistico e archeologico (il sito licatase è sede di una delle guerre puniche) derivante dalla realizzazione del progetto. Candiani si è impegnato a verificare quali misure compensative possano adottarsi.

“La vicenda non è di facile e immediata soluzione – dice Annalisa Tardino – ma l’attenzione dimostrata da Candiani e Viviani è già un ottimo punto di partenza. In Sicilia abbiamo bisogno di risposte concrete, non slogan mediatici come quello dell’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, “U mari un si spirtusa”, coniato in campagna elettorale per raccogliere consensi e poi caduto nel dimenticatoio durante i cinque anni di governo. Soltanto la collaborazione seria con un governo che sta dalla parte dei cittadini – conclude Tardino – può rappresentare, in una terra dimenticata come quella siciliana, la chiave di volta per affrontare i problemi che ci stanno travolgendo”.