di Gaetano Cellura – Era bravo senza dubbio. Un bravo cuntastorie che vendeva e vende molto. Giusto riconoscergli i meriti. Ma non facciamo di Camilleri, in questo centenario della nascita, un nume della letteratura siciliana. E soprattutto: non scambiamo la bellettristica per grande letteratura. Consolo vendeva molto di meno, ma era più scrittore di lui. Lavorava sul barocco, sulla ricercatezza e nobiltà della lingua con notevole fatica. La fatica che il barocco appunto richiede. Nulla a che vedere con la facilità del dialetto di cui faceva costantemente (e proficuamente) uso lo scrittore di Porto Empedocle.
La letteratura di Andrea Camilleri è divertimento, spensieratezza, buonumore. Ottima per la trasposizione televisiva dei romanzi con Montalbano. Che hanno avuto infatti enorme seguito. E in generale il merito di tenere finalmente lontano dall’isola il cliché della mafia, ma quanto a riflessione questi suoi romanzi ne stimolano davvero poca. Dopo aver letto il primo e il secondo, e pur belli, puoi fare a meno di leggerne il terzo e tutto il resto: il copione è sempre uguale. Gli arancini, i “Montalbano sono!”, la rottura dei cabasisi, i “pirsonalmente di pirsona” di Catarella e via continuando diventano caricaturale routine. Fino alla noia e alle palpebre che si abbassano per il sonno. Altro discorso per i romanzi storici di Camilleri. Che “pirsonalmente di pirsona” preferisco ai polizieschi. In particolare La bolla di componenda e La strage dimenticata.
Ho letto che è oggi uno degli scrittori più imitati. Proprio lui, imitatore nei polizieschi di suoi illustri predecessori. Il suo Salvo Montalbano si ispira molto al detective Pepe Carvalho dello spagnolo Montalbàn. E racchiude in sé, insieme, il commissario Maigret di Simenon e il commissario Santamaria di Fruttero e Lucentini. Insomma, s’è capito che a Camilleri attribuisco dei meriti. Certamente non quello – e chiedo scusa ai camilleriani – di essere (per me) uno scrittore imprescindibile. E lo ripeto: Consolo, meno letto e conosciuto di lui, valeva di più.







