malfitanoRiceviamo e pubblichiamo una nota dell’avvocato Giuseppe Malfitano, vicepresidente provinciale dell’Associazione Punto Esclamativo.

Nella scelta del candidato a Sindaco e ribaltando, quindi, la prospettiva, vorrei porre un problema di metodo e non di merito, ritenendo che in una comunità che voglia dirsi, se non matura, almeno consapevole delle proprie scelte e capace di autodeterminarsi senza candidati costruiti in provetta, la gente dovrebbe, a priori, rifiutare tutto ciò che viene deciso nel chiuso delle stanze da due, tre Onorevoli che utilizzano la Provincia come uno scacchiere in cui muovere le proprie pedine ad uso e consumo della politica più cinica e becera. Credo che in questo caso la forma sia essa stessa sostanza e che, quindi, non si possa prescindere dal metodo e, se si vuole, anche dall’ultima esperienza amministrativa in cui la città, nel bene e nel male, a mio parere nel male, ha scelto comunque liberamente di affidarsi a un Sindaco di cui tutto si può dire, ma non che fosse il frutto di accordi politici che passavano sulle teste dei cittadini. Rispetto a tale premessa è, tuttavia, doveroso interrogarsi su cosa stia tutt’ora accadendo in città e, purtroppo anche fuori, magari ad Agrigento, a Palermo e a Roma, in cui troppo spesso si sono decisi equilibri e destini della nostra Comunità. Nei giorni in cui il nostro corregionale Ministro Alfano fa miracoli di equilibrismo politico per restare, da un lato, ancorato e saldo alla poltrona votando Mattarella e, dall’altro, contestandone il metodo a Renzi per non dispiacere colui che, in definitiva, potrà garantirgli la poltrona futura, ecco che sarebbe davvero disdicevole mutuare localmente questi criteri (il metodo insomma) che, fermo restando il rispetto per l’On. Mattarella, Galantuomo ed Eccellente Giudice Costituzionale, nulla hanno a che vedere con la libera dialettica politica funzionale, oltre che alla scelta della migliore candidatura (il merito dunque), pure al rispetto di chi vota ed elegge i propri rappresentanti e cioè, parlando della nostra città, di noi licatesi. Non avendo la “brutale” ed efficace capacità di sintesi dell’amico Dott. Angelo Urso che con le sue slide riesce ad affrescare la Licata che lui vorrebbe e che anche io vorrei, ma sforzandomi di chiarire cosa intendo per metodo non indugerò, appunto, su temi e programmi che sono stati e saranno ampiamente dibattuti dai futuri candidati a Sindaco, ma mi permetto di fare un appello ai miei concittadini col candore e la forza di chi sa che non si candiderà a nulla, ma che certamente si sforzerà in altre vesti di migliorare la propria Comunità.
Vorrei invitare insomma, concludendo, tutti coloro che credono alla capacità di autodeterminarsi, e in questa città ce ne sono tanti, a non cedere alle lusinghe delle sirene politiche che promettono periodicamente di rivoltare la città come un calzino e poi non saprebbero neanche muoversi a Licata per non esserci mai stati e di non accettare gli inviti a votare candidature decise altrove, confezionate con un fiocco, magari ben fatto, ma che serviranno solo a garantire prebende e riscontri a noi certamente non noti, ma di sicuro contrari al benessere e alla crescita della nostra città.

Giuseppe Malfitano – Vice Presidente dell’Associazione Provinciale Punto Esclamativo