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SE’ sempre caldo il fronte legato all’abusivismo edilizio. Un nuovo capitolo è stato scritto con il varo della legge finanziaria all’Assemblea Regionale Siciliana da approvare entro l’ormai prossimo 31 dicembre e che, in materia di abusivismo edilizio, ha confermato “il piano casa che prevede di assegnare a cittadini disagiati appartamenti abusivi acquisiti al patrimonio dei vari comuni e che tali immobili possono essere utilizzati come “case di accoglienza””. La decisione dell’Ars stride pertanto con quanto affermato dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente che ha sempre sostenuto la tesi di demolire gli immobili costruiti in maniera abusiva. Come si ricorderà, il tema dell’abusivismo edilizio nelle scorse settimane è stato molto “esplorato” in città con la decisione della Giunta di portare nella seduta del Consiglio Comunale dello scorso 20 novembre, le due delibere relative ai cinquanta immobili abusivi con la possibilità di venderli agli originari proprietari. Il Consiglio chiese maggiori approfondimenti sulla vicenda e da lì a poco si registrarono le prese di posizione di Legambiente e dello stesso Assessorato Territorio e Ambiente, contrari alla decisione della Giunta. Alla luce Angelo Balsamodella proposta inserita dall’Ars tra gli altri articoli della Finanziaria, arriva il parere del primo cittadino Angelo Balsamo che spiega: “Siamo contenti che ci si inizia ad interessare del problema. Per trovare una soluzione bisogna affrontare la questione in maniera seria e concreta. Noi abbiamo sempre proposto di recuperare questi immobili alla legalità”. Per quanto riguarda la possibilità di assegnare gli edifici acquisiti al patrimonio comunale a cittadini disagiati, il Sindaco afferma che “occorre andare a verificare una per una le situazioni. Non si può massificare ma bisogna andare a verificare in maniera concreta. Vi sono immobili non ancora completi e definiti e manca oltretutto l’immissione in possesso. Per cui il nostro invito è quello di avere cognizione e contezza del fenomeno e ritengo che bisogna calarsi nella realtà locale per analizzare singolarmente tutti i casi”. C’è da sottolineare come tra i cinquanta immobili approdati in Consiglio Comunale lo scorso 20 novembre non figurano le cosiddette “case al mare” sui cui vigono una serie di vincoli che ne richiedono la demolizione “senza sé e senza ma”. Molti degli edifici acquisiti e interessati dalla delibera portata in Consiglio dalla Giunta si trovano infatti in vie del centro urbano, in alcuni casi anche al terzo piano di singoli stabilimenti.