Con una delibera di giunta, sono stati tolti tutti gli incarichi di direttore lavori all’architetto Gioacchino Giancone, il professionista licatese  attualmente sotto inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento per un presunto sistema di tangenti legato a concessioni edilizie illegali a Lampedusa insieme all’ex sindaco della più grande delle Pelagie, Bernardino de Rubeis e ad altre nove persone tra tecnici e dirigenti comunali. “Abbiamo sancito l’estraneità dell’architetto Giancone all’attività di questa pubblica amministrazione, notificando la decisione a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione di opere pubbliche a Lampedusa e chiedendo a Giancone la restituzione immediata di tutta la documentazione riferita a lavori pubblici sull’isola in suo possesso”. Sono queste le parole del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che spiega il provvedimento con cui la giunta ha sollevato da ogni incarico il consulente dell’ex sindaco De Rubeis. “Appurato come non esista alcun atto o documento che certifichi la legalità dell’incarico a Giancone di direttore lavori nei cinque cantieri che la precedente amministrazione gli ha affidato e alla luce del suo coinvolgimento nell’inchiesta penale in corso, abbiamo ritenuto doveroso e necessario azzerare i rapporti tra il comune di Lampedusa e questo consulente”. “Il lavoro di pulizia e riordino che abbiamo cominciato all’interno del comune è faticoso e delicato – conclude il sindaco Nicolini -. Ma siamo convinti che solo così potremo garantire ai cittadini il diritto a una pubblica amministrazione onesta, trasparente ed efficiente. Accogliamo dunque con favore l’appello della Cassazione a una maggiore attenzione verso la corruzione, auspicando una sempre più stretta collaborazione tra le istituzioni per contrastare e ridurre con successo i fenomeni di illegalità”.