Ha fatto il giro d’Italia la notizia secondo cui l’Amministrazione comunale nella persona del vice Sindaco Angelo Cottitto avrebbe chiamato i familiari di Francesco Canepari, un carabiniere che, durante la seconda guerra mondiale, ha tentato, assieme a Mario Usai, una eroica resistenza contro l’invasione delle truppe anglo-americane, per comunicare l’intenzione del Comune di intitolargli una via. Tuttavia, secondo le ricostruzioni giornalistiche, Cottitto sarebbe rimasto di stucco ad apprendere che il signor Canepari fosse ancora vivo.

Sulla vicenda abbiamo sentito il vice sindaco Cottitto che ha ricostruito l’episodio in termini che certo non avrebbero suscitato tanto clamore. Cottitto ci ha, infatti, spiegato che avendo avuto notizia di questo episodio storico, ha cercato delle informazioni sui due protagonisti. Di Usai si è constatata la morte, mentre su Canepari ha trovato una missiva del 1996 contenente un numero di telefono. Pertanto, Cottitto ha telefonato alla famiglia con lo scopo di avere notizie, scoprendo in quell’occasione che Canepari fosse ancora vivo.

Qualcuno ha evidenziato che forse si sarebbero potute trovare informazioni sul carabiniere utilizzando altri canali. Rimane, però, la non corretta ricostruzione della vicenda di molti organi di stampa, anche nazionali, a differenza dei quali noi non abbiamo subito riportato la notizia che aveva del clamoroso, ma abbiamo cercato di ricostruire esattamente i fatti. Si sono verificati, infatti, troppi casi di notizie create ad hoc (basti ricordare le notizie diffuse dall’avvocato Canzona!) o abbellite per renderle appetibili al pubblico dei lettori. Basterebbe in questi casi seguire la prima regola del buon giornalista: verificare la fondatezza delle notizie.